Data ultima modifica: 9 Dicembre 2020

Interventi chirurgici ad alto rischio di complicanza o totalmente inutili che avrebbero causato un anomalo incremento di decessi all’interno di una casa di cura di Salerno. E’ di plurimi omicidi colposi l’accusa rivolta al primario del Reparto di Unità funzionale di Chirurgia generale e Chirurgia oncologica presso la “Casa di cura Tortorella” e di un medico chirurgo impegnato nello stesso reparto. Entrambi sono stati raggiunti oggi da un’ordinanza emessa dal gip di Salerno, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura salernitana, ed eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Salerno.  La procura parla di un modus operandi “spregiudicato” e una gestione “imprudente” dei pazienti. Ci sarebbe questo dietro l’anomalo incremento di decessi verificatisi nella “Casa di cura Tortorella” di Salerno tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018. Nei confronti del primario è stata eseguita la misura degli arresti domiciliari, mentre nei confronti di un altro chirurgo è stata eseguita la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio dell’ufficio di medico e della sospensione dall’esercizio della professione presso qualsiasi struttura sanitaria pubblica o convenzionata. Dallo studio di 83 cartelle cliniche è risultato come, a fronte dell’aumento delle prestazioni e, sottolinea la Procura di Salerno, “degli utili”, la scelta di politica aziendale non fosse coincisa con il miglioramento delle prestazioni sanitarie. Anzi, lo scenario portava a porre in dubbio le effettive capacità del chirurgo e della sua équipe, in particolare del suo assistente, al quale la Procura riconosce “un ruolo attivo e co-decisionale nella scelta e attuazione dei trattamenti terapeutici”. Secondo l’analisi effettuata collegio di periti nominati dalla Procura, gli indagati optavano “in maniera superficiale per scelte terapeutiche rischiose e sproporzionate, violando reiteratamente i protocolli di sala operatoria e mantenendo lo stesso contegno di assoluta imprudenza anche nelle fasi successiva all’esecuzione di interventi chirurgici ad alta percentuale di rischio di complicanza post operatoria”. La Procura di Salerno ha raccolto a carico dei sanitari indagati “plurime contestazioni di omicidio colposo” contestando “di aver eseguito una serie di interventi chirurgici ad alto rischio di complicanza, totalmente demolitivi e inutili a fronte di malattie oncologiche in avanzata stadiazione”. Viene inoltre contestato un secondo gruppo di interventi “caratterizzato dalla imperizia nella fase esecutiva e dalla totale negligenza nella gestione della fase post operatoria, con omissione dei prescritti controlli e indagini diagnostiche a fronte dell’evidente insorgenza di complicanze”. Le ipotesi di lesioni colpose, pur emerse dalla disamina delle cartelle, “non sono allo stato procedibili per difetto di querela”, fa sapere la Procura di Salerno. 

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