Data ultima modifica: 12 Dicembre 2020

Non c’è pace nel centrodestra. Dopo il vertice di ieri allargato ai piccoli, Udc, Cambiamo e Noi per l’Italia, che sembrava aver ricompattato la coalizione con l’istituzione di un tavolo di coordinamento per iniziative comune sulla legge di bilancio, il clima è tornato a surriscaldarsi. La ‘tregua armata’ tra gli alleati, insomma, è durata meno di 24 ore. E’ bastata l’apertura di Matteo Salvini a un governo ponte (”Noi ci siamo, se serve al Paese”) per far andare su tutte le furie Giorgia Meloni, preoccupata probabilmente da possibili inciuci con la maggioranza e il gioco di sponda dei renziani.  ”Fdi per coerenza è da sempre indisponibile a far parte o appoggiare governi con Pd e/o 5stelle”, tuona la presidente di Fratelli d’Italia, che avverte Salvini: ”Questo governo reggerà comunque fino a gennaio e se non regge, dopo per noi si può solo votare”. Ad accendere gli animi, dunque, ci pensa il numero uno di via Bellerio che risponde così in mattinata quando gli chiedono di commentare l’aut aut di Matteo Renzi al Conte bis: ”Dare una mano agli italiani sempre e comunque, accompagnare il Paese a nuove elezioni con un governo serio? Noi ci siamo”. Il leader del Carroccio tira in ballo anche il Colle (”Mattarella è il garante della coesione del Paese, paese che rischia di spaccarsi”) e spiega: ”Se c’è un governo in grado di governare, che governi, altrimenti diamo la parola agli italiani”, perché ”non si può pensare di andare avanti due anni con i litigi tra Conte, Di Maio, Renzi e Zingaretti…”.  Il ”ci siamo” salviniano su un eventuale esecutivo di transizione fa drizzare le orecchie a Fdi, che annusano il possibile ‘trappolone’ ordito dai ‘due Matteo’. ”Lo scenario dei governi ponte è irrealizzabile”, rimarca Meloni, che sente puzza di bruciato e aggiunge: “Qualsiasi esecutivo nascesse oggi arriverebbe a fine legislatura e tre anni sembrano un ponte tipo quello di Messina…”. E ancora: ”Se si vuole sostituire Conte non saremo certamente noi a difenderlo opponendoci, ma non faremo mai parte di nessun governo con chi oggi lo sostiene”. I vertici di Forza Italia preferiscono non commentare l’uscita di Salvini. Anche Silvio Berlusconi tace, si tira fuori dalle polemiche e resta alla finestra. In serata fonti Lega correggono un po’ il tiro, ma la sostanza non cambia: ”L’apertura a un governo di transizione è una presa d’atto”, visto che “non si può votare all’inizio del 2021, causa piano di vaccinazioni e pandemia”. Quindi, “per accompagnare il Paese a elezioni, sarebbe inevitabile un altro governo”. La Lega, riferiscono le stesse fonti, “è disponibile a impegnarsi, a patto che siano garantite le urne il prima possibile”.  

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