Data ultima modifica: 7 Dicembre 2020

 “La musica unisce. L’arte ci rende migliori. Ora, come allora, ripartiamo dalla cultura e dal teatro alla Scala. Solo con l’arte si può pensare tutti insieme di ritornare a rivedere le stelle”. Così il regista Davide Livermore, al suo terzo Sant’Ambrogio consecutivo, è intervenuto dal palco della Scala sul finire dello spettacolo ‘A riveder le stelle’ (VIDEO) che è andato in scena lo stesso anche senza pubblico. Indicando una foto del concerto dell’11 maggio 1946, quando il teatro milanese fu riaperto dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, Livermore ha indicato l’esempio del maestro Arturo Toscanini che diresse “per tutta l’Italia, anche quella che lo aveva criticato e attaccato. E questo perchè la musica unisce”. Lo spettacolo si è chiuso con un celebre brano dal “Guglielmo Tell” di Gioacchino Rossini, “Tutto cangia il ciel s’abbella”. Prima del congedo, uscendo dal teatro alla Scala, Milly Carlucci e Bruno Vespa, che hanno presentato l’evento su Rai Uno, hanno sottolineato che la scelta del brano è benaugurante, “affinchè tutto cambi e noi possiamo tornare a riprendere la nostra vita in un clima di ottimismo e di rinascita”. A porte chiuse ma trasmesso in tv. Il Coronavirus, che nei mesi scorsi si è insidiato anche tra i palchi del Piermarini, con diversi membri del coro contagiati, ha impedito di allestire ‘Lucia di Lammermmor’ di Donizetti che avrebbe dovuto inaugurare la stagione scaligera ma niente ha potuto contro la magia dell’opera. Che stasera è qui, intatta. Niente mondanità, niente show, niente sfilata di abiti tra le signore della Milano bene. I palchi sono muti, l’orchestra è disposta in platea ma, come si dice in questi casi, lo spettacolo deve andare avanti. La prima immagine è quella di Milano ripresa dall’alto, poi un video di Mirella Freni che canta ‘Io son l’umile ancella’ da ‘Adriana Lecouvreur’ di Francesco Cilea, quindi l’inno di Mameli intonato da tutti i lavoratori del teatro, affacciati dai palchi. Le luci si accendono, lo spettacolo può iniziare. Saranno 31 le arie intonate da 24 ‘big’ della lirica (tra cui Placido Domingo, al suo decimo 7 dicembre) e intervallate dalla lettura di brani di Pavese, Bergman, Sting, Racine, Hugo e Montale, e dagli show dei danzatori del corpo di ballo, capitanati da Roberto Bolle. Un percorso che dalle tenebre intende, idealmente, condurre alla luce, ossia dalla pandemia al post-Covid. Sul podio Riccardo Chailly con le spalle rivolte al palcoscenico, per il balletto c’è Michele Gamba, mentre l’allestimento scenico è stato affidato al regista Davide Livermore, al suo terzo Sant’Ambrogio consecutivo, che ha creato l’impianto narrativo coinvolgendo anche diversi attori sul palco tra cui Massimo Popolizio, (che con le parole di Bergman ricorderà il senso del teatro) Caterina Murino e Laura Marinoni che leggeranno alcuni brani significativi. Sono firmati Giorgio Armani alcuni degli abiti indossati stasera dalle star mondiali della lirica sul palco della Scala, per il concerto-evento ‘A riveder le stelle’ che quest’anno ha sostituito la tradizionale Prima di Sant’Ambrogio. La mezzosoprano francese Marianne Crebassa indossa un abito rosso con bustino interamente ricamato in paillettes e cristalli e gonna a balze in tulle e crinolina della collezione Giorgio Armani Privé, e un abito Giorgio Armani da sera, in velluto di seta nero e dettagli ricamati tono su tono con maniche in frange ricamate. Ad aprire la serata è il Preludio dal ‘Rigoletto’ di Verdi, con gli ottoni, guidati da tromba e trombone, che intonano il motivo in ritmo puntato associato alla maledizione lanciata su Rigoletto da Monterone per poi proseguire con ‘Cortigiani vil razza dannata’, invettiva che nel secondo atto dell’opera di Verdi Rigoletto scaglia contro i cortigiani che gli hanno rapito la figlia Gilda e interpretata stasera da Luca Salsi. Si chiude con il finale catartico di Guglielmo Tell di Rossini. Nel mezzo le arie più famose di alcuni degli alfieri della lirica mondiale: da Verdi a Rossini, passando per Giordano, Donizetti, Puccini Bizet, Massenet e Wagner mentre Roberto Bolle, assieme alle altre étoile scaligere, danzerà sulle note di Cajkovskij e Verdi. Non ci sarà il tenore Jonas Kaufmann, tra le star più attese, che per motivi di salute è stato costretto a dare forfait ma saranno presenti tutti gli altri giganti della lirica mondiale: Rosa Feola, Lisette Oropesa, Kristine Opolais, Roberto Alagna, Luca Salsi, Juan Diego Flórez, Francesco Meli, Benjamin Bernheim, Aleksandra Kurzak, Eleonora Buratto, Sonya Joncheva, Marina Rebeka, Marianne Crebassa, Elina Garanca, Vittorio Grigolo, Piotr Beczala, Carlos Alvarez e Ludovic Tézier. E se è vero che la vanità quest’anno è azzerata, in una serata del genere non possono mancare moda e creatività: grazie a un accordo con la Camera nazionale della moda italiana i cantanti vestiranno abiti firmati Armani, Dolce e Gabbana (tra i soci della Scala), Lella Curiel, Valentino e Marco De Vincenzo.  

[Voti: 0    Media Voto: 0/5]