Data ultima modifica: 28 Luglio 2020

“L’obiettivo di settembre è impegnativo. Lavoriamo alla ripartenza con spirito di servizio, con un importante sforzo organizzativo e anche con una visione che prova a guardare oltre l’emergenza cercando di generare, dalla risposta alla crisi, anche delle opportunità di miglioramento e sviluppo. A partire dal rilancio degli investimenti per l’Istruzione”. Lo ha detto la ministra Azzolina intervenendo alla Camera dei deputati.  “Solo per la ripartenza di settembre – ricorda – abbiamo previsto, tra risorse già stanziate e le prossime in arrivo, 2,9 miliardi. Se consideriamo le risorse mobilitate da quando ho giurato come Ministra, a gennaio, appena sette mesi fa, parliamo di oltre 6 miliardi che rappresentano, e credo che su questo davvero non si possa che essere tutti d’accordo, un segnale inequivocabile della volontà di rimettere la scuola al centro di investimenti importanti e di essere un Paese in cui l’Istruzione possa essere davvero motore di sviluppo, innovazione, ascensore sociale per i capaci e meritevoli, come sancito all’articolo 34 della nostra Costituzione”. “Tutti abbiamo percepito che l’interruzione della socialità scolastica – la scuola, in ogni caso, non ha mai chiuso – ha posto con chiarezza al centro del dibattito la centralità di una esperienza, come quella educativa, di tale complessità da schiacciare ogni semplicismo. È la complessità dovuta ad un elemento, bistrattato e dimenticato negli ultimi anni, ma a noi ben presente: dalla scuola dipende il futuro del Paese. È anche per questa ragione che siamo dinanzi ad un momento storico decisivo”, ha sottolineato la ministra. “Siamo partiti dalle prescrizioni del Comitato tecnico scientifico del ministero della Salute, avute prima con il documento del 28 maggio fornito al ministero dell’Istruzione e successivamente integrate con ulteriori chiarimenti. Abbiamo fatto tesoro delle proposte del Comitato di esperti che io stessa ho nominato. Abbiamo ascoltato tutti: Enti locali, Regioni, Organizzazioni sindacali, Associazioni di genitori e studenti della paritarie”, ha detto ancora Azzolina aggiungendo: “Il ministero dell’istruzione, a cui su questo versante spettano competenze di coordinamento pedagogico, sta ora chiudendo con gli altri dicasteri coinvolti, con le Regioni e gli Enti locali, con le forze sociali, anche le Linee guida per i più piccoli, per i nidi. Un lavoro portato avanti in queste settimane dalla Vice Ministra Anna Ascani, in un’ottica di spirito di squadra, che deve permeare l’operato di tutto il Governo, e di comune assunzione di responsabilità. Saranno pronte a breve”.  “Grazie alle Linee guida emanate stiamo innanzitutto riorganizzando e migliorando gli spazi interni delle scuole. Abbiamo messo a disposizione degli Enti locali 330 milioni per l’edilizia leggera. Abbiamo finanziato 5.664 Enti che ora stanno realizzando gli interventi”, ha affermato ancora la ministra che ha aggiunto: “In questo filone si inserisce anche la gara per i banchi di cui si sta occupando il Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure occorrenti per il contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19”. “Per le scuole dell’infanzia è anche vigente il documento del 26 giugno, condiviso con Regioni ed Enti locali – spiega – Le singole istituzioni scolastiche sono state chiamate ad operare nel rispetto di un complesso equilibrio tra sicurezza, benessere socio-emotivo di studenti e personale scolastico, qualità dei contesti e dei processi di apprendimento e rispetto dei diritti costituzionali alla salute e all’istruzione. Il loro ruolo centrale è costantemente accompagnato dall’Amministrazione centrale e periferica e dagli Enti Locali, al fine di definire soluzioni concrete e realizzabili, in considerazione dell’alto numero di variabili che concorrono al superamento dei diversi ostacoli”. “A questo scopo – prosegue – il ministero dell’Istruzione ha organizzato e cura un sistema di coordinamento, a livello nazionale e periferico, con gli Enti Locali, le autonomie territoriali, le parti sociali, le stesse istituzioni scolastiche e tutti gli attori istituzionali chiamati a cooperare nell’ambito del sistema di istruzione e formazione”.  “A livello regionale – ricorda – l’organizzazione dell’avvio dell’anno scolastico viene curata da ciascuna Regione attraverso l’istituzione di appositi Tavoli Regionali Operativi, insediati presso gli Uffici Scolastici Regionali del Ministero dell’Istruzione, già al lavoro da settimane, a cui sono chiamati a partecipare: il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale, individuato come coordinatore, l’Assessore regionale all’Istruzione, l’Assessore regionale ai trasporti, l’Assessore regionale alla salute, il Rappresentante regionale dell’Unione Province Italiane (UPI), il Rappresentante regionale dell’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia (Anci), il referente regionale della Protezione Civile”. “Compito dei Tavoli regionali – rimarca – è quello di monitorare costantemente le azioni poste in essere dalle Conferenze dei servizi a livello territoriale e dai diversi attori coinvolti, al fine soprattutto di rilevare eventuali criticità di non immediata o possibile soluzione a livello locale”. “Ancora, a livello territoriale, provinciale, metropolitano e comunale, stanno operando apposite Conferenze dei servizi, con il coinvolgimento dei Dirigenti scolastici, finalizzate ad agire concretamente sulle criticità individuate nelle istituzioni scolastiche insistenti sul territorio di analisi, con particolare riferimento a spazi, arredi, edilizia, interventi e soluzioni in relazione alle risorse disponibili sul territorio in risposta ai bisogni espressi”. “Abbiamo costruito, attorno alla necessità del distanziamento fisico, indicata dal Comitato Tecnico Scientifico del Ministero della salute, un documento che parla alla scuola, che guarda agli aspetti didattici, all’organizzazione scolastica, tenendo conto della specificità di un sistema in cui abbiamo oltre 8mila autonomie scolastiche, circa 40mila edifici in cui sussistono condizioni anche molto diverse, ha sottolineato. “Abbiamo realtà particolari – prosegue – quali scuole di montagna e sulle isole, che intendiamo tutelare e rilanciare, quali presìdi di democrazia e integrazione sul territorio, come anche istituti che sono ospitati da strutture storiche o scuole di recente costruzione. Una varietà che non poteva avere come risposta Linee guida rigide e centralizzate. Per questo abbiamo prodotto un documento che consenta a ciascun Istituto, con il supporto dei nostri Uffici scolastici, degli Enti locali e del Ministero, di operare tenendo conto delle proprie condizioni di partenza e del proprio contesto”. “La refezione scolastica, così come la ricreazione e tutti i momenti di pausa dall’attività didattica, è un momento assolutamente importante per lo sviluppo del ruolo sociale, di valorizzazione e di crescita di ogni alunno”, ha detto Azzolina aggiungendo che “alle scuole è stata raccomandata la cura nel cercare e trovare apposite soluzioni, le più percorribili, al fine di non sacrificare, se non necessario e comunque in minima parte, lo svolgimento di momenti di aggregazione così importanti nella crescita individuale”.  “L’organizzazione delle attività educative e didattiche dovrà prevedere la valorizzazione e l’impiego di tutti gli spazi interni ed esterni, privilegiando, ove possibile e se le condizioni, anche climatiche, lo consentiranno, l’utilizzo di spazi aperti”, ha affermato poi ricordando che i “bambini di età inferiore ai sei anni hanno esigenze del tutto particolari, legate alla corporeità ed al movimento; il curricolo si basa fortemente sull’accoglienza, la relazione di cura, la vicinanza fisica e il contatto, lo scambio e la condivisione di esperienze”. “La prossima riapertura – prosegue – richiederà perciò l’adozione di misure particolarmente attente alla garanzia del rispetto non solo delle prescrizioni sanitarie, ma anche della qualità pedagogica delle relazioni. Un’attenzione particolare è riservata ai bambini e alle bambine che per la prima volta risultano iscritti, prevedendo per essi e per i genitori momenti dedicati di ascolto e di primo ambientamento”.  “Nella riprogettazione di spazi ed ambienti educativi, dovranno essere seguite alcune accortezze educative, quali la stabilità dei gruppi: i bambini frequentano per il tempo previsto di presenza, con gli stessi educatori, insegnanti e collaboratori di riferimento; La disponibilità di uno spazio interno ad uso esclusivo per ogni gruppo di bambini, con i suoi rispettivi giochi ed arredi, opportunamente igienizzati, comporterà la necessaria eventuale riconversione di tutti gli spazi disponibili in spazi distinti e separati per accogliere stabilmente gruppi di apprendimento, relazione e gioco”. “Già oggi – ricorda – l’ingresso dei bambini avviene in una fascia oraria temporale aperta, che potrà essere opportunamente adeguata alle nuove condizioni, programmata e concordata con i genitori”. 

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