Data ultima modifica: 26 Giugno 2021

“Oggi chiediamo la proroga del blocco dei licenziamenti e che il governo faccia questo atto di attenzione verso il mondo del lavoro, è il momento di unire, non di dividere e non è il momento di ulteriori fratture sociali”. Così il leader della Cgil, Maurizio Landini a margine della mobilitazione promossa dai sindacati confederali che oggi scendono in piazza in tre piazze d’Italia, Torino, Bari e Firenze per chiedere la proroga del blocco dei licenziamenti. “Oggi non siamo in piazza per dire che esistiamo e finisce qui. Noi siamo scesi in piazza perché abbiamo proposte per riformare e cambiare il Paese e stiamo rivendicando un coinvolgimento vero dopodiché per noi oggi è l’inizio di una mobilitazione perché vogliamo portare a casa dei risultati. Se i risultati non ci saranno, di sicuro non lasceremo soli i lavoratori di fronte si problemi che hanno nel vivere ogni giorno”. “Le riforme e gli investimenti che vanno fatti debbono creare lavoro stabile, basta precarietà e, soprattutto, è importante che tutte le persone che lavorano abbiano gli stessi diritti e le stesse tutele”. “Per noi – ha aggiunto – non è più accettabile quello che sta succedendo, cioè una competizione tra le persone che per vivere hanno bisogno di lavorare. Questo dovrebbe preoccupare anche chi fa politica, dovrebbe preoccupare anche il governo, perché c’è bisogno di ricostruire quella fiducia che ancora non c’è”. “E questo dovrebbe anche vedere un intervento degli imprenditori perché chi vuole fare, e ce ne sono tanti, seriamente l’imprenditore nel nostro Paese sa che quelli che non applicano i diritti, non applicano i contratti e che fanno i furbi, stanno facendo una competizione sleale anche nei loro confronti”. “Oggi manifestiamo e vediamo cosa risponderanno Parlamento e Governo che sanno perfettamente quali sono le nostre proposte e se vogliono ci sono le condizioni per trovare le soluzioni – ha aggiunto Landini – dopodiché valuteremo con Cisl e Uil se ciò non dovesse succedere valuteremo con Cisl e Uil cosa fare. Mi auguro che prevalga la responsabilità è l’intelligenza di tutti”. “La parola dopo oggi tocca al governo noi naturalmente siano pronti a confrontarci e a trovare le soluzioni più intelligenti il problema è la volontà politica se c’è, delle imprese e del governo”.  “Abbiamo già chiesto un accordo al governo, mi auguro che il governo lo faccia anche perché quando ci ha convocati e abbiamo fatto degli accordi i problemi di sono risolti, sia con Conte con il protocollo sulla sicurezza, sia nel confronto sui contratti pubblici”, ha aggiunto Landini sottolineando che: “Oggi le riforme che devono essere fatte hanno bisogno dell’intelligenza e del consenso dei lavoratori e credo che sia interesse anche del nuovo governo fare in modo che le scelte che si compiono siano condivise”. “Per farlo, però, c’è bisogno che la rappresentanza del lavoro sia coinvolta. Se non lo sarà vedremo cosa fare, compreso il provvedimento di evitare che il 1 di luglio possano partire dei licenziamenti”, ha concluso il leader della Cgil.  

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