Data ultima modifica: 22 Settembre 2020

“Il primo giorno del suo insediamento Acquaroli deve venire ad Arquata ed illustrare quello che può fare la regione Marche. Se vogliono che i nostri territori non diventino riserve indiane abbiamo bisogno che regione e Stato ci mettano in condizione di sopravvivere”. Così Aleandro Petrucci, sindaco di Arquata del Tronto, uno dei centri marchigiani più martoriati dal sisma del 2016, commenta con l’Adnkronos i risultati delle elezioni Regionali nelle Marche con l’affermazione del candidato del Centrodestra Francesco Acquaroli. “Una sconfitta clamorosa” per il Centrosinistra, taglia corto il sindaco. “La mia età mi permette di non avere timore di nessuno. Da Conte (Giuseppe, il presidente del Consiglio, ndr) in giù devono fare quello che ci hanno promesso”, sottolinea Petrucci spiegando che “noi nelle casette non vogliamo restarci per altri 20-30 anni”.  “Il nuovo commissario (Giovanni Legnini, ndr) mi sembra che abbia la grinta necessaria per accontentarci. Altrimenti faremo sentire la nostra voce come finora è stato, ma in maniera ancora più marcata. A prescindere dal colore politico della nuova Amministrazione”, spiega battagliero il sindaco che promette di non mollare almeno fino a quando ne avrà la forza. Petrucci mette in luce alcune priorità per il nuovo governo regionale a partire dai giovani di Arquata che “se ne stanno andando. Quindi ci vogliono leggi speciali per loro e la ricostruzione. In certi punti – dice ironico – la Salaria è rimasta come la strada dei Romani quando venivano a prendere il sale a San Benedetto. Non è possibile”. 

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