Data ultima modifica: 27 Agosto 2020

Difendere il freddo. A partire da quello dei ghiacciai, ma non solo. E’ l’obiettivo di Frosta, società tedesca di prodotti surgelati, che per farlo ha scelto di agire direttamente, sia intervenendo sul proprio sistema produttivo, sia attraverso progetti specifici come “Frosta Amica della Natura”, nell’ambito del quale collabora con Legambiente. Dopo il progetto Save The Queen sulle api, è infatti partner nella Carovana dei Ghiacciai 2020, campagna realizzata con il supporto del Comitato Glaciologico Italiano che monitora lo stato di salute dei ghiacciai alpini. Non solo ghiacciai. Grazie al calcolo del Life Cycle Assessment, cioè l’impronta ambientale del ciclo di vita del prodotto, è possibile monitorare i consumi e le emissioni di CO2, mettendo in pratica azioni per diminuirle. Per esempio dotandosi di sistemi di raffreddamento con recupero di calore, impianti di riciclo istantaneo dei rifiuti vegetali ed impianti fotovoltaici per l’alimentazione delle celle frigorifere. Grazie a queste azioni Frosta dal 2008 a oggi ha ridotto del 30% le emissioni. Alcuni impianti, come quello di Lommatzsch in Germania, sono già alimentati completamente con energia verde, cioè senza l’utilizzo di energia fossile o nucleare. Come si fa a valutare quanto incidano le azioni che ciascuno di noi fa sullo stato di salute del pianeta? Attraverso un sistema che calcoli l’impronta di carbonio, per esempio quello ufficiale Carbon footprint messo a disposizione da Frosta sul proprio sito. L’ambizione però è di fare di più e meglio, riducendo ulteriormente l’impronta di carbonio del 7% entro il 2022. La scelta e la selezione degli ingredienti, poi, incide fortemente sulla CO2 prodotta e agire su questi fattori vuol dire spesso per le aziende aumentare i costi di produzione. Frosta ha deciso di non utilizzare colture nelle serre e trasporti aerei per gli ingredienti, pur mantenendo invariata la qualità dei prodotti. Inoltre, ha scelto di surgelare immediatamente i prodotti, sul peschereccio o immediatamente dopo la raccolta perché il trasporto di cibi frozen è notevolmente meno inquinante di quello dei cibi freschi: ogni carico di prodotti surgelati corrisponde a 3 o 4 carichi di cibi freschi. Produrre in maniera attenta all’ambiente vuol dire occuparsi di tutti gli aspetti legati ai prodotti, compresa la confezione e il suo smaltimento. Per questo motivo Frosta ha creato la ecobag, la prima busta di carta per surgelati riciclabile nella carta. Introdotta in Italia a febbraio, entro la fine del 2020 sarà utilizzata per tutti i prodotti La Valle degli Orti del marchio Frosta.  L’innovativo packaging offre numerosi vantaggi: oltre a essere più leggero (contribuendo a ridurre il peso del trasporto), è facilmente riciclabile e ha come principale componente la carta, imballaggio meno impattante della plastica in termini di CO2 prodotta. Infine, la carta è grezza, priva delle sostanze chimiche solitamente utilizzate per il trattamento dei packaging, e riduce al minimo l’impatto ambientale dei processi produttivi. Più in generale, Frosta ha scelto di utilizzare solo imballaggi realizzati in un’unica plastica non miscelata ad altri materiali. 

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