Data ultima modifica: 4 Marzo 2021

Un’organizzazione dedita alla coltivazione e allo spaccio di droga nei comuni di Palermo, Carini e Misilmeri è stata sgominata dai carabinieri, che hanno eseguito 14 ordinanze di custodia cautelare (7 in carcere e 7 ai domiciliari) a carico di altrettanti indagati, accusati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, spaccio e detenzione ai fini di spaccio, detenzione abusiva di arma comune da sparo, detenzione di arma clandestina e ricettazione. Il provvedimento è stato emesso dal gip di Palermo su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. L’indagine, denominata ‘Arcobaleno’ e diretta dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, è scattata dopo l’arresto, il 27 agosto 2018, di uno degli indagati per una rapina ai danni di un bar-tabacchi a Carini (Palermo). Subito dopo il colpo, nell’abitazione dell’uomo furono trovati, oltre alla refurtiva, 37 grammi di cocaina, 4.975 euro in denaro contante e una pistola calibro 38 con munizionamento. Gli investigatori dell’Arma, grazie ad attività tecniche e servizi di osservazione e pedinamento andati avanti sino ad aprile 2019, hanno così fatto luce su una “continua e strutturata” attività di produzione e coltivazione di marijuana nei Comuni di Carini e Palermo gestita dagli indagati, che operavano in maniera itinerante.  Durante l’attività investigativa cinque persone sono state arrestate in flagranza e altrettante denunciate per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione abusiva di arma comune da sparo, sono state sequestrate tre piantagioni di marijuana (547 piante e 4.654 chili della stessa sostanza), tre pistole di cui una ‘Smith e Wesson’ calibro 357 con matricola abrasa e relativo munizionamento, una pistola lanciarazzi calibro 22 marca ‘Bruni’ e una pistola a tamburo calibro 8 marca ‘Lebel’. Armi utilizzate dal gruppo per le rapine agli esercizi commerciali.  

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