Data ultima modifica: 10 Giugno 2020

Il centrodestra accoglie la linea di Fdi sugli Stati Generali. Viene così respinto l’invito del premier Giuseppe Conte a Villa Pamphili, ribadendo che “gli incontri si possono fare in qualsiasi momento, ma solo nelle sede istituzionali”. La notizia, mentre il vertice tra Salvini, Meloni e Tajani è ancora in corso, trapela poco prima delle 18. Giorgia Meloni ha convinto Salvini e (soprattutto) Antonio Tajani, a rimandare indietro l’invito del premier. Non sono dunque bastate le telefonate del premier a convincere l’opposizione. La linea di non voler condividere il palcoscenico con il governo, da subito fatta sua da Giorgia Meloni, è stata adottata da tutte e tre le formazioni. In un primo momento gli azzurri pendevano per un sì, mentre Salvini non aveva chiuso del tutto (“Sono una persona educata, se mi invitano vado”). Alla fine, il centrodestra si schiera “compatto sul no”.  Una posizione rivendicata anche dalla Lega: “Matteo Salvini ha lavorato per trovare una sintesi, con una soluzione finale che ha accontentato tutti i partiti”, spiegano fonti di via Bellerio. “Gli italiani non hanno bisogno di altri show e passerelle”, fa sapere poi lo stesso Salvini: “Il luogo del confronto e della discussione è il Parlamento, non sono le ville o le sfilate. 60 milioni di persone non possono dipendere dall’umore di Rocco Casalino”, dice ancora durissimo il leader della Lega. A fine vertice Meloni sottolinea che “noi non partecipiamo a passerelle nelle ville” e “gli Stati Generali per noi sono il Parlamento della Repubblica, se ci si vuole confrontare con noi lo si fa nelle sedi istituzionali”.  ”Siamo disponibili a confrontarci con il governo sui contenuti a palazzo Chigi, prima degli Stati Generali”, dice Antonio Tajani, lasciando aperto uno spiraglio. “Abbiamo – sottolinea l’azzurro – sempre risposto positivamente agli appelli: siamo disponibili a confrontarci con il governo sui contenuti a palazzo Chigi per illustrare le nostre idee e proposte per rilanciare l’economia del nostro Paese”. I tre partiti fanno sapere, comunque, di “essere pronti a confrontarsi con il governo in qualsiasi momento, ma soltanto in occasioni e sedi istituzionali”. Nessun favore, però, a un esecutivo che ha già speso i miliardi disponibili, e ora chiede a tutti, anche alle opposizioni di metterci la faccia. “Se qualcuno vuole parlare con noi, di questo deve parlare di come si spendono complessivamente quasi 80 miliardi di euro, perché parlare di altro ora non ci interessa”, dice ancora la leader di Fdi. Nel centrodestra qualcuno sottolinea pure come sia meglio evitare di essere coprotagonisti di una kermesse che avrà costi organizzativi, leggi buffet e cerimoniere, “a carico degli italiani, che in questo momento non hanno certo soldi da buttare”.  

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