Data ultima modifica: 5 Aprile 2022

(Adnkronos) – Via libera al testo, non senza scontro in maggioranza con l’astensione del M5S in Commissione Finanze del Senato, a favore dello stop all’iva e all’accise per la vendita di armi italiane in Ue. Dal testo entrato in Commissione, dove si leggeva che la Commissione esprime parere “positivo”, esce un testo che vede sostituita l’aggettivo “positivo”, con la circonlocuzione “non ostativo”. Pallottoliere alla mano 12 sono risultati i voti favorevoli, 5 astenuti, 1 contrario. A dare il via libera sono stati i membri della Commissione di Pd, Lega, Fi e Fdi. Contro Lannutti (Alternativa). Astenuti i Cinque Stelle. A favore anche Leonardo Grimani di Azione e Dieter Steger delle autonomie.  Ecco il testo integrale approvato in Commissione: “La Commissione Finanze e tesoro, esaminato l’atto in titolo, premesso che lo schema di decreto legislativo intende adeguare l’ordinamento interno alla direttiva (UE) 2019/2235, recando modifiche al D.P.R. n. 633 del 1972 (Istituzione e disciplina dell’IVA), al decreto-legge n. 331 del 1993 e al decreto legislativo n. 504 del 1995 (Testo Unico Accise); la citata direttiva (UE) 2019/2235 del Consiglio del 16 dicembre 2019, contiene le indicazioni per il recepimento di norme relativamente agli sforzi di difesa nell’ambito dell’Unione, prevedendo una serie di limitate esenzioni al regime dell’IVA e dell’accise, applicabili esclusivamente alle situazioni in cui le forze armate di uno Stato membro svolgono compiti direttamente connessi a uno sforzo di difesa nel quadro della Politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) al di fuori dello Stato membro a cui appartengono; che lo sforzo di difesa comune è un condivisibile obiettivo della politica europea, al pari della sostenibilità economica e della riduzione delle disuguaglianze economiche e sociali; i beni e le prestazioni dei servizi oggetto dell’esenzione sono esclusivamente quelli destinati alle forze armate di altri Stati membri, per uso sia di personale civile che militare e attengono a profili logistici e organizzativi, senza peraltro un’esclusione di equipaggiamenti bellici o di armamenti; esprime parere non ostativo, nel presupposto che la disciplina in via di recepimento non ha alcuna sovrapposizione con la normativa derogatoria introdotta per la cessione di armi in favore della repubblica Ucraina. In termini più generali, la Commissione sollecita il governo ad avviare un confronto in sede europea per una revisione della disciplina recata dalla direttiva 2006/112/CE sul sistema comuna IVA – adeguandola alle sfide della competizione internazionale e agli obiettivi di inclusione sociale – per quanto riguarda l’applicazione di aliquote agevolate per la cessione di beni strumentali come computer e tablet, ormai divenuti, soprattutto dopo la fase pandemica, beni essenziali allo svolgimento di attività di studio e di lavoro professionale”.  

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