Data ultima modifica: 21 Febbraio 2021

Spostamenti tra regioni, stop fino al 31 marzo. E’ questa la linea che, a quanto apprende l’Adnkronos, il governo sta valutando in vista del Consiglio dei ministri in programma domattina alle 9.30. I governatori, intanto, chiedono di rivedere il sistema che divide l’Italia in zona rossa, arancione e gialla. Inoltre, sottolineano la necessità di modificare criteri e parametri. 
Governo – Il governo guidato da Mario Draghi si appresta ad adottare misure per contrastare la diffusione del coronavirus e arginare in particolare l’effetto delle varianti covid. L’ipotesi circolata negli ultimi giorni prevedeva uno slittamento dello stop fino al 5 marzo, quando sarebbero scadute anche le altre misure anti-Covid. Ma nelle ultime riunioni a Palazzo Chigi è stata valutata la linea che porterebbe allo stop fino al 31 marzo e che riguarderebbe tutte le regioni, a prescindere dall’appartenenza a zona rossa, arancione o gialla. 
Regioni – Le regioni, a quanto pare, non sposano l’idea di una zona arancione estesa a tutta l’Italia. Ieri, dopo il confronto tra i governatori, le posizioni sono state illustrate da Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna. Le regioni invocano un “cambio di passo” sui vaccini anti Covid e una “revisione” di misure e regole del sistema a colori. I governatori chiedono “un incontro urgente” al governo di Mario Draghi. “Lavoro comune ed intesa fra tutte le Regioni che nelle prossime ore presenteranno al governo una piattaforma di proposte in vista del prossimo Dpcm, nella convinzione che occorra un deciso cambio di passo nella campagna vaccinale e per la ripresa economica. Anche per questo abbiamo chiesto al Governo un incontro urgente”, ha spiegato Bonaccini. 
Zona rossa, arancione, gialla – Poi, sulla suddivisione dell’Italia in zone, “è necessaria una revisione ed una semplificazione con la contestuale revisione dei criteri e dei parametri di classificazione. Serve un respiro più lungo ed un’analisi approfondita dei luoghi e delle attività, anche in base ai dati di rischio già accertati. Non solo. Occorre che le misure siano conosciute con congruo anticipo e tempestività dai cittadini e dalle imprese. Tutte le Regioni hanno poi richiesto – ha concluso Bonaccini – che per i provvedimenti che introducono restrizioni particolari per singoli territori si attivino anche contestualmente gli indennizzi per le categorie coinvolte. Sia che si tratti di provvedimenti restrittivi regionali, sia che si tratti di provvedimenti nazionali”. 

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