Data ultima modifica: 28 Dicembre 2021

Super green pass nel mondo del lavoro, non solo nel pubblico ma anche nel privato e nel lavoro autonomo. Aspira a questo il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che oggi durante la sua visita a Norcia ha sottolineato: “Veniamo da una storia di successo, quella del Green pass e del Super green pass”. “Ora dobbiamo accelerare sulle terze dosi” di vaccino anti Covid, ha detto Brunetta. “Ciò a cui io aspiro è applicare il Super green pass a tutto il mondo del lavoro, pubblico, privato e autonomo”. Il ministro ha spiegato che domani in Consiglio dei ministri, “dobbiamo affinare i meccanismi di quarantena. Nessuno ha la soluzione in tasca, il Cts e i ministri guardano i dati e poi prendono le decisioni. Il modello Italia è un modello di successo”. Quanto all’esperienza di governo, il ministro ha sottolineato: “Questi dieci mesi sono stati dieci mesi esaltanti per me, per tutti i miei colleghi e per il Paese, che ha raggiunto livelli di crescita straordinari, al 6,2-6,3%, e ha rappresentato un modello per il contrasto alla pandemia, guadagnandosi il plauso dell’Europa e la fiducia degli investitori. Mi sento onorato di aver partecipato e di partecipare a questo governo”. In visita a Norcia, Brunetta ha poi evidenziato che “la ricostruzione, la ripresa economica, l’amore degli Italiani per questi luoghi, tutti i luoghi del sisma, sono il segno della speranza per il futuro. Sono venuto qui a Norcia, assieme al commissario Legnini, per festeggiare una buona notizia: sulla base di una legge del governo precedente, e dell’attuazione da parte di questo governo, abbiamo provveduto alla stabilizzazione di 499 professionisti che hanno contribuito e stanno contribuendo alla ricostruzione di questi luoghi straordinari. Un piccolo grande segnale di speranza per il futuro di questo magnifico Centro Italia”.  “Dobbiamo sempre imparare la lezione della prevenzione, della sicurezza, della manutenzione e del monitoraggio”, ha aggiunto il ministro. “Ho un sogno: l’assicurazione obbligatoria contro le calamità naturali. In Paesi più avanzati del nostro c’è già: serve per responsabilizzare tutti. I privati, gli enti locali, lo Stato. Sarebbe una conquista di civiltà”. 

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