Data ultima modifica: 11 Giugno 2020

“Berlusconi non ha mai parlato di Villa Pamphili. Ha detto che siamo disponibili a portare le nostre proposte nel dibattito, anzi chiediamo di essere ascoltati e che le nostre idee siano prese in considerazione”. Antonio Tajani, vice presidente di Fi, spiega in un’intervista al “Corriere della Sera” la posizione di Silvio Berlusconi sugli Stati generali dell’economia, che il governo ha organizzato a Roma nel fine settimana. I retroscena pubblicati oggi da diversi quotidiani, descrivono un Berlusconi pronto a presentarsi a Villa Pamphili, bloccato poi dai veti di Giorgia Meloni e Matteo Salvini. Perché alla fine il centro destra non andrà? “Se il premier Conte ci convoca a Palazzo Chigi prima dell’inizio degli Stati generali – afferma Tajani – noi siamo pronti ad andare. Anzi, in questo modo potranno fare i loro incontri avendo chiara la posizione dell’opposizione. Noi siamo l’opposizione, siamo forze parlamentari, non siamo categorie professionali, o personaggi della cultura, del cinema o dell’arte o di quel che è. Non è che facciamo la sfilata, prima Farinetti, poi noi, poi i sindacati, poi altri… Siamo un’altra cosa”. Sulle diverse posizioni all’interno del centrodestra, Tajani aggiunge: “Siamo stati compatti, tutti d’accordo: una cosa è il confronto, altra è metterci sullo stesso piano di tutti gli altri ospiti. Bisogna che il dialogo abbia un senso, e che le parti abbiano ciascuna il proprio ruolo: il governo e l’opposizione”. Ma lei considera gli Stati generali una passerella? “Non so cosa siano, non mi interessano le definizioni. Lo considero un appuntamento che rischia di rivelarsi inutile, oltre che lunghissimo, si parla addirittura di dieci giorni. Mi chiedo a cosa serva un conclave del genere. Ci sono i luoghi deputati agli incontri, c’è il Parlamento, c’è Palazzo Chigi, si possono convocare le parti sociali. E comunque, mi sembra che anche a sinistra e nella maggioranza abbiano molti dubbi, ma molti…”.  Se Conte convocherà il centro destra, “porteremo le nostre proposte. Fin dall’inizio abbiamo elaborato un piano concreto, per uscire prima dalla crisi sanitaria e poi da quella economica. Di più, il nostro documento è antesignano rispetto a quello di Colao: tutte le nostre proposte sono state riprese da lui”. Ma tutto ciò non può essere espresso a Villa Pamphili? “No, se Conte vuole siamo disponibilissimi a vederlo e a presentarci a Palazzo Chigi. Basta che ci convochi”. 

[Voti: 0    Media Voto: 0/5]