Data ultima modifica: 6 Luglio 2020

“Non c’è nessuna evidenza scientifica per cui possiamo affermare che il virus sia stato creato in laboratorio. “Escludo l’origine artificiale. Tuttavia, non è impossibile che un ricercatore o un tecnico possa portare fuori, ovviamente si presume inconsciamente, un virus dal laboratorio”. Risponde così, in una lunga intervista a Libero sul coronavirus, alla domanda se il covid possa essere stato creato in laboratorio, Giulio Tarro, il virologo che sconfisse il colera a Napoli. “Senz’altro il virus -aggiunge- si può combattere, anche nei casi più gravi, con i diversi antivirali utilizzati ad oggi, c’è addirittura un antimalarico che va per la maggiore. C’è poi la cura con il plasma dei pazienti guariti da Covid19 si sta sperimentando in tutto il mondo. È una terapia, dimostrata con lavori scientifici pubblicati, che, come molte, presenta rischi ma, francamente, non si capisce proprio perché l’Oms – che ne aveva confinato l’utilizzo ‘solo nel caso di malattie gravi per cui non ci sia un trattamento farmacologico efficace’ – non ne abbia suggerito, almeno, la sperimentazione durante questa emergenza Covid19. Le posso dire che oltre alla sieroterapia, anche l’antimalarico sta dando ottimi risultati”.  “La soluzione non sarà il vaccino – sottolinea Tarro – anche perché in questo momento non ce l’abbiamo. Per un vaccino efficace e ‘privo di rischi’ ci vogliono almeno diciotto mesi e non è detto che in questo caso funzioni perché non esiste un solo Covid19. Un virus può mutare in appena cinque giorni. Il vaccino, per principio, è un metodo di prevenzione. Quello contro l’Aids lo aspettiamo da 30 anni e non siamo riusciti a trovarlo. Siamo in presenza di un virus estremamente mutevole. Esistono più versioni del virus ed è per questo motivo che non può esserci un vaccino in grado, come nell’influenza, di metterci al riparo completamente”.  Quanto all’ipotetica perdita di forza del virus, Tarro afferma che “il Covid19, più che perdere virulenza, si comporta come i virus influenzali che dapprima si espandono con l’epidemia, poi dopo che la popolazione sviluppa gli anticorpi e si immunizza, il virus non può più circolare. Questo vale in linea di principio per tutti i virus naturali. Ritengo che in estate, quasi sicuramente, saremo abbastanza immunizzati. Col caldo tutto dovrebbe tornare alla normalità. Nella stagione successiva, se dovesse ripresentarsi, il virus potrebbe attaccare solo quei pochi che non hanno ancora sviluppato gli anticorpi. Secondo uno studio inglese, più del 60% degli italiani è stato contagiato ed ha sviluppato gli anticorpi. Per il prossimo autunno noi saremo, in larghissima parte, naturalmente immunizzati”.  

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