Data ultima modifica: 2 Luglio 2021

Variante Delta e contagi correlati preoccupano l’Italia. Ma in caso di una terza dose cosa farà l’Italia? “Ci stiamo pensando. Abbiamo fatto con il ministero della Salute delle opzioni di acquisto, ci saranno sicuramente le dosi, deve essere poi la scienza a dirci dopo quanto tempo e se deve essere inoculato il richiamo, noi siamo pronti e ci stiamo attrezzando. La filosofia è andare sui medici di medicina generale, le farmacie, i nosocomi ma piano piano uscire dalla logica dei grandi hub”. Questo quanto spiegato ieri dal commissario straordinario per l’emergenza covid, Francesco Paolo Figliuolo, che oggi è tornato a parlare della quantità di dosi disponibili nel Paese.
 Le dosi disponibili, assicura, “sono assolutamente sufficienti per mantenere il ritmo di 500mila dosi al giorno medie, che ci porteranno a fine settembre a raggiungere il traguardo dell’80% degli italiani vaccinabili vaccinati”. ”Noi – ha quindi aggiunto Figliuolo – vacciniamo chiunque debba essere vaccinato dovunque esso sia, è chiaro che poi ci sono da allineare i sistemi informativi, le Regioni lo stanno facendo, la struttura commissariale ribilancia dosi. Noi le dosi ce le abbiamo per tutti, se poi qualcuno pensava di finire la campagna per dire che è più bravo di tutti a fine luglio, non potrà farlo, non potrà dire che è il più bravo di tutti ma dovrà finire come gli altri a fine settembre”. ”I numeri non sono un’opinione, a luglio avremo le stesse dosi di vaccino a Rna di giugno, il problema è legato alle agende perché chiaramente molte Regioni hanno programmato le agende ben prima che uscissero le nuove prescrizioni sanitarie del Cts su AstraZeneca”. Lo afferma il commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, il generale Francesco Paolo Figliuolo oggi a Cascia, assicurando che “a luglio saremo in grado di assicurare un quantitativo di dosi che permetterà alle Regioni di fare una media complessiva di 500mila somministrazioni al giorno, a livello nazionale”. 

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