Data ultima modifica: 6 Maggio 2021

Costituire ad horas un tavolo interministeriale che possa “mediare ed accompagnare la definizione dell’accordo con Tirrenia in amministrazione straordinaria fattibile giuridicamente ed economicamente e dunque attestabile, con il metodo dell’ascolto attivo; del confronto democratico tra tutte le parti interessate; della leale collaborazione “. E’ quanto chiede l’amministratore delegato di Cin, Massimo Mura, in una lettera inviata al Premier Mario Draghi e ai ministri interessati.  “Nel corso delle ultime settimane, il negoziato è proseguito incessantemente, e Cin e l’Investitore hanno accettato integralmente tutte le richieste di carattere economico finanziario di Tirrenia A.S. ed in particolare: il pagamento dell’80% del credito (contro un 78% medio agli altri creditori), la garanzia ipotecaria su 4 navi per un valore complessivo di oltre euro160m, il pagamento immediato all’omologa di euro23m”, scrive l’ad di Cin. “Il negoziato nella notte tra il 5 e 6 di maggio c.a. si è arenato su temi meramente formali e giuridici in quanto le richieste del tutto ancillari di Tirrenia A.S. impediscono l’attestabilità dell’accordo di ristrutturazione da parte del Professionista designato dott. Riccardo Ranalli”, prosegue.  “Peraltro l’attestatore nelle sue conclusioni ha evidenziato che in caso di mancato accordo e di conseguente apertura della procedura concorsuale della Cin il recupero per Tirrenia A.S., attualmente creditore chirografario, si assesterebbe ad una percentuale inferiore al 18%”. Inoltre, l’ad Mura rileva come “il trasporto marittimo costituisce un ambito di applicazione del Golden Power e la struttura del piano di risanamento e di ristrutturazione della Cin condiviso con l’Investitore assicurerebbe l’asset aziendale ad impresa Italiana; la struttura del piano di risanamento e di ristrutturazione della Cin condiviso con l’Investitore non prevede l’utilizzazione di denaro pubblico attraverso l’intervento del Patrimonio Destinato”.  “Il mancato accordo con la Tirrenia in amministrazione straordinaria con la conseguente inevitabile dichiarazione d’insolvenza della Cin determinerebbe: la perdita, o comunque grave pregiudizio, per oltre 6.000 lavoratori marittimi quasi tutti residenti in zone economicamente depresse del Paese; il rischio di gravi impatti sul servizio di continuità territoriale con Sardegna e Sicilia, nonché inevitabili conseguenze sugli operatori economici delle isole oltre che sugli autotrasportatori e sul relativo indotto; l’inevitabile utilizzo di ingenti risorse pubbliche per garantire la continuità aziendale in amministrazione straordinaria; un impatto sulla concorrenza nel servizio traghetti con rischio di incremento delle tariffe per i clienti”, ha infine sottolineato Mura.
 

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