Data ultima modifica: 10 Agosto 2021

Tutti pazzi per Marcell Jacobs. È rientrato in Italia l’uomo-simbolo dello sport azzurro in queste magiche Olimpiadi di Tokyo: oro nei 100 metri e nella 4×100, il nuovo re della velocità mondiale è stato anche portabandiera tricolore nella cerimonia di chiusura. Lo straordinario protagonista della doppia impresa d’oro ai Giochi è atterrato a Fiumicino, per ricevere gli applausi e il calore di una folla in delirio, assediato da giornalisti e troupe televisive. Un’accoglienza da superstar. Il primo abbraccio di Jacobs è con la mamma Viviana.  “Davvero incredibile – racconta il due volte campione olimpico – trovare così tanta gente: la famiglia, gli amici e tutti quelli che mi hanno sostenuto. Senza di loro non sarei mai riuscito ad arrivare dove sono arrivato. Mia mamma ha sempre creduto in me, nei momenti difficili mi ha spinto per andare avanti, e l’oro individuale è il mio riscatto per quello che non ero riuscito a fare in passato. Per ora non ho realizzato quello che è successo, lo farò nei prossimi giorni. Come saranno? Non ho idea, ma cercherò di godermi quello che mi state regalando”. Poi torna sui capolavori di Tokyo. “Sono l’uomo più veloce del mondo? Ancora mi fa effetto a dirlo. Ma io sono sempre lo stesso, anche se con un peso in più al collo, e tengo i piedi per terra. Penso già a un altro obiettivo e cerco sempre di alzare l’asticella. Dopo la finale vinta con 9.80, ho subito pensato: ‘Peccato non aver fatto 9.79’… Non mi metto limiti. In questa stagione ho ancora due o tre gare e voglio confermare quello che ho fatto. Poi ci sarà la prossima, con i Mondiali”. Tra gli appuntamenti che lo attendono, l’invito ricevuto dalla Formula 1 per il Gran Premio d’Italia a Monza, nel weekend del 12 settembre. “Sono un grande fan e la seguo sempre, per me è un sogno”. E il 23 settembre al Quirinale per la riconsegna della bandiera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. “Non mi sarei mai aspettato un’Olimpiade così bella. Non potevo chiedere di meglio, lo vivrò sempre come qualcosa di magnifico”. 

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