Data ultima modifica: 24 Settembre 2020

”Sono due anni che dico che è indispensabile rafforzare la gamba moderata della coalizione. Ora, dopo le regionali, è arrivato il momento di aggregare un centrodestra moderato” e di farlo “con chi ci sta”, a cominciare da Forza Italia, coinvolgendo Mara Carfagna e non solo. Solo dopo aver unito tutti i centristi dispersi di qua e di là, si deve passare al ”secondo passo”: ovvero alla creazione di una federazione, o costituente che dir si voglia, con gli ”amici della Lega e di Fdi” con Matteo Salvini leader. Dopo l’exploit personale in Liguria, Giovanni Toti guarda al futuro del centrodestra attraverso la creazione di una federazione che porti il centrodestra dritto a palazzo Chigi.  Per arrivare al governo, però, spiega all’Adnkronos il governatore, occorre dar vita a un nuovo contenitore politico che metta la parola fine alla diaspora dei centristi. Di fatto l’ex consigliere politico di Silvio Berlusconi vuol ‘coprire’ a sinistra Matteo Salvini e provare a colmare quel vuoto al centro, diventato ormai una ‘terra di mezzo’, abitata per lo più dagli indecisi delusi dalla politica mettendo a disposizione il 20% della sua creatura, ‘Cambiamo’. ”Un patto con Carfagna per andare oltre Fi? Io – replica – penso a un patto con tutti quelli che ci stanno”.  “Penso – spiega il governatore ligure – a una costituente, per dirla con un termine della politica politicante, dove tutti entrano disarmati come nel saloon del Far West, lasciando fuori speroni e pistole e si rimettono in gioco e in discussione per creare un nuovo contenitore dei moderati, inclusivo, plurale e rigorosamente alleato con il fronte del centrodestra, come direbbero quelli colti…”. Toti spiega il secondo step della sua road map, che vede Salvini nuovo leader e candidato alla premiership del progetto federativo, a patto però che ‘Matteo’ si tolga la maglia della Lega, ovvero quella ”dell’uomo di parte” per vestire la ”divisa comune della coalizione”. Dopo il flop delle regionali Toti consiglia a Fi di ”confluire nella Costituente” nonostante le ”reticenze di Berlusconi e di altri all’interno” del suo ex partito.  ”Se poi vogliamo costituire un centrodestra di governo -ragiona il governatore ligure – una volta aggregati i moderati, questi devono unirsi a loro volta con gli amici della Lega e di Fi in una organica federazione, che oggi, stando ai numeri, non può che vedere Salvini esserne il condottiero”.  “Ma – avverte Toti – per fare il capo di una simile federazione e preparare una candidatura alla premiership di tutti, Salvini deve costruire una squadra e una linea politica che veda tutti coinvolti. Come gli ho chiesto, togliendosi la maglia di uomo di parte, per indossare la divisa comune della coalizione”.  ”Sono due anni – insiste Toti – che chiedo di rafforzare la gamba moderata del centrodestra. Lo avevo detto dentro Fi ma non vi erano le condizioni ed è finita come ricordano tutti. L’ho fatto lanciando un movimento, ‘Cambiamo’, che vuole essere l’innesco di un processo di aggregazione, perché non ha nessuna pretesa di autosufficienza. L’ho fatto da ultimo, alle regionali, dimostrando che se c’è una proposta credibile, il voto di centrodestra moderato esiste ed è abbondante, come accaduto in Liguria”.  ”Ora – dice – dopo le elezioni, avendo ragionevolmente davanti un periodo sufficientemente lungo e visto che tutti immaginano che questa legislatura continuerà, ritengo sia arrivato il momento di aggregare un centrodestra moderato, anche da parte di chi fino adesso ha giocato sulla difensiva. Mi riferisco ai tanti dirigenti e parlamentari di gruppi centristi, che al momento sono atomizzati e perdono energie mese dopo mese senza far nulla per invertire questa tendenza”.  Cosa consiglia a Fi dopo il deludente risultato di lunedì scorso? ”Consiglio di confluire nella Costituente che io propongo. Fino ad ora, non solo Berlusconi ma molti all’interno di Fi mi pare avessero delle reticenze ad aderire alla costituente dei moderati. Ma dal momento che la tendenza elettorale non mi sembra si sia invertita, forse oggi hanno un elemento in più di riflessione”.     

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