Data ultima modifica: 9 Aprile 2022

(Adnkronos) – Nel giorno in cui l’Ue vara, con una certa fatica, il quinto pacchetto di sanzioni economiche contro la Russia e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen va con Josep Borrell a Kiev da Volodymyr Zelensky, il Consiglio tira bruscamente il freno sul prospettato divieto di importare petrolio dalla Russia. L’Alto Rappresentante aveva annunciato ieri mattina, alla ministeriale Nato, che se ne sarebbe parlato nel Consiglio Affari Esteri di lunedì prossimo a Lussemburgo. Niente da fare: il tema “non sarà sul tavolo” del Consiglio di lunedì, ha precisato oggi un alto funzionario Ue. Risultato, mentre von der Leyen è da Zelensky, la notizia diventa non che l’Ue mette al bando il carbone russo, che è di ieri, ma che non vieterà l’import di petrolio dalla Russia, come annunciato da Borrell e come prospettato dalla stessa von der Leyen. Non proprio un capolavoro, almeno sul piano della comunicazione.  “Sull’energia continuiamo a discutere – spiega un altro alto funzionario Ue – abbiamo una dipendenza enorme” dai combustibili fossili russi. Se si prende la strada di vietarne le importazioni, “occorrono piani di emergenza”.  Senza contare che la Russia potrebbe “vendere a est” quello che non riesce a vendere a ovest. Cosa che è vera fino a un certo punto, dato che il gasdotto Power of Siberia, che collega la Russia con la Cina, ha una portata limitata, come ha spiegato all’Adnkronos Simone Tagliapietra, senior fellow di Bruegel. Inoltre, i cinesi pagano ai russi il gas molto meno di quanto lo pagano gli europei. Il tema del bando all’import di petrolio non sarà ufficialmente sul tavolo dei ministri lunedì prossimo perché tra i Paesi non c’è l’unanimità, perché un bando all’import di petrolio, e in prospettiva di gas, avrebbe costi ingenti. E per approvare nuove sanzioni serve l’accordo di tutti. Il quinto pacchetto di sanzioni contro la Russia approvato oggi dall’Ue per la guerra in Ucraina, come anticipato da von der Leyen, prevede anzitutto il divieto di acquistare, importare o trasferire carbone e altri combustibili fossili solidi nell’Ue se arrivano dalla Russia o sono esportati dalla Russia, a partire da agosto 2022. Le importazioni di carbone da Mosca all’Ue attualmente valgono circa 8 mld di euro l’anno.  C’è poi il divieto di accesso ai porti dell’Ue per le navi che battono bandiera russa, con deroghe per i prodotti agricoli ed alimentari, gli aiuti umanitari e l’energia. Il divieto non riguarda le navi di proprietà russa che battono altre bandiere, anche se è una cosa sulla quale “certamente torneremo”. Si tratta però di un’area “sensibile”, che ha “un grande impatto su alcune economie”. Viene vietato anche il trasporto su strada operato da imprese russe e bielorusse, che non potranno trasportare nulla nell’Ue, neppure in transito. Anche in questo caso sono previste deroghe per alimenti, derrate agricole grano incluso, farmaci, trasporti a fini umanitari.  Previsto un divieto di esportare determinate merci in Russia, come carburante per aerei, computer di ultima generazione, semiconduttori avanzati, elettronica di alta gamma, software, macchinari sensibili e attrezzature da trasporto per un controvalore stimato di 10 mld di euro circa. Vietata l’importazione di merci come legname, cemento, fertilizzanti, liquori (anzitutto la vodka, che conta per il 98% dell’import di spiriti dalla Russia, per un controvalore di circa 50 mld di euro l’anno), frutti di mare e simili. 
Viene fermata l’importazione di caviale russo nell’Ue: nell’ultimo pacchetto era stata vietata l’esportazione di caviale Ue in Russia, per quanto possa sembrare bizzarro. Non potranno più essere importate dalla Russia alcune attrezzature da caccia, come visori notturni e mirini per i fucili. Il totale delle importazioni vietate pesa per 5,5 mld Il divieto di import non riguarda determinate materie prime, come palladio e nichel, né i diamanti. Vengono introdotte inoltre misure mirate per rafforzare le sanzioni già in vigore e chiudere le falle: il divieto per le imprese russe di partecipare ad appalti nell’Ue; l’esclusione di ogni supporto finanziario per enti pubblici russi; vietato ai trust fornire servizi a cittadini russi. Vietato anche effettuare depositi in portafogli di criptovalute e di vendere banconote e titoli denominati in qualsiasi valuta dell’Ue a qualsiasi persona giuridica o fisica in Russia e Bielorussia.  Viene infine allungata la lista dei soggetti sanzionati (oligarchi, uomini d’affari, dirigenti politici, soggetti attivi nella disinformazione, familiari di dirigenti politici), come hanno fatto Usa e Gran Bretagna. La lista Ue comprende tra gli altri gli oligarchi Oleg Deripaska e Boris Rotenberg, le due figlie adulte di Putin, Katerina Tikhonova e Maria Vorontsova. Vengono poi vietate, tra l’altro, tutte le transazioni a quattro banche russe, tra cui Vtb, che contano per il 23% del mercato bancario russo: dopo essere state tagliate fuori da Swift, saranno completamente escluse dai mercati Ue.  

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