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L’economista Di Taranto: “Tassa di successione dopo 120mila morti? Colpisce famiglie vittime Covid”

Non trova pieno consenso fra gli economisti la proposta di una tassa di successione avanzata dal leader del Pd Enrico Letta e rilanciata anche da Leu. “Innanzitutto vorrei allinearmi con quanto ha detto il premier Mario Draghi che questo è un momento in cui ‘si deve dare e non prendere’ ai cittadini” ma poi, “mi viene da osservare – e non vorrei mettere alcuna nota di cattiveria – che si propone di tassare la successione proprio dopo che abbiamo registrato 120mila morti a causa della pandemia”. A indicare questo orizzonte è l’economista Giuseppe Di Taranto, professore ordinario di Storia dell’economia e dell’impresa all’Università Luiss Guido Carli. Parlando con l’Adnkronos, Di Taranto osserva che “questo aspetto non è stato ancora sottolineato da nessuno e mi sembra, invece, da evidenziare perché un simile balzello va a colpire proprio le famiglie delle vittime del Covid-19”. “La successione deve essere fatta entro un anno dalla morte di una persona” e “dunque una simile tassa di successione, in questo momento, andrebbe proprio a colpire le famiglie che hanno avuto vittime a causa del Covid-19”. 

Ma non è l’unico tema a lasciare perplesso l’economista. Una tassa di successione, avverte, “andrebbe a colpire gli immobili che sono la nostra garanzia sul debito pubblico”. “La proprietà immobiliare -argomenta- è infatti la garanzia del nostro debito pubblico perché siamo forse il primo Paese in Europa ad avere circa il 77% delle famiglie che hanno una proprietà immobiliare. E ciò rappresenta una garanzia in quanto la nostra ricchezza privata, sia mobiliare che immobiliare, è più del doppio rispetto al nostro debito pubblico e questa è una garanzia”. E anche su questo punto Di Taranto si rifà alle parole di Draghi “pronunciate nel 2018, ovvero che il debito italiano è sostenibile perché c’è capacità di restituirlo”. L’economista chiarisce quindi che “ove mai il Paese andasse verso un default, allora dovremmo puntare subito sulla scelta di una patrimoniale che ci tutelerebbe contro un eventuale default del debito pubblico”. “Ma parliamo di proposte e situazioni estreme” rileva.  

Con queste argomentazioni sul tavolo, un tassa sull’eredità a Di Taranto
sembra
quindi “una proposta elettoralistica e che comunque non funziona”. “Vogliamo dare 10mila euro ai giovani per cosa?” chiede. “Molto meglio – sottolinea – aiutare i giovani con politiche attive per il lavoro cercando di far coincidere, a parte la quantità della domanda e dell’offerta, anche la qualità della domanda e dell’offerta di lavoro. Cioè , bisogna avviare i giovani verso quelle professionalità che richiede il mercato, ci vogliono nuove professionalità che tendino a soddisfare la qualità della domanda di lavoro”. Ed un altro aspetto da non tralasciare dare concreto supporto ai giovani “sono le politiche per la famiglia. Bisogna guardare al Family Act per dare contributi quando nasce un bimbo o per creare asili nido. Ed il Family Act é uno strumento, fra l’altro, collegato ad uno dei maggiori problemi del nostro Paese: la denatalità”. (di Andreana d’Aquino)  

Covid oggi Lombardia, 255 contagi e 13 morti. A Milano 69 nuovi casi

Sono 255 i nuovi contagi da Coronavirus in Lombardia secondo il bollettino di oggi, 12 giugno. Nella tabella si fa riferimento ad altri 13 morti. Secondo i dati della Protezione Civile, i guariti e i dimessi dagli ospedali sono 193, mentre gli attualmente positivi scendono di 49 unità a 18.456. Prosegue il calo dei ricoverati. In terapia intensiva i pazienti Covid sono scesi a 118, 4 in meno di ieri. Negli altri reparti sono in tutto 633, 27 in meno di ieri. Milano conta 69 nuovi casi, Bergamo 38, Varese 35, Monza e Brianza 33, Brescia 24 e Pavia 18.  

Covid oggi Abruzzo, 29 contagi e 2 morti: bollettino 12 giugno

Sono 29 i nuovi contagi da Coronavirus in Abruzzo secondo il bollettino di oggi, 12 giugno. Nella tabella si fa riferimento ad altri due morti. Da ieri i guariti sono stati 43. Nelle ultime 24 ore sono stati fatti 3.069 tamponi molecolari e 1.997 test antigenici. Da inizio pandemia le vittime salgono a 2.502. Sono 1.516 gli attualmente positivi, 16 in meno rispetto a ieri. In calo i ricoveri, che sono 72: in area medica ci sono 68 pazienti, 8 in meno rispetto a ieri, e sono 4 quelli che si trovano in terapia intensiva. In 1.444 sono invece in isolamento domiciliare, 8 in meno rispetto a ieri. 

L’incremento più consistente dei casi si registra nell’aquilano con 18 contagi, c’è poi la provincia di Chieti con 7, il teramano con 5 e il pescarese con un solo nuovo caso.  

Euro 2020, Galles-Svizzera 1-1 e Italia da sola in vetta

Finisce 1-1 la sfida tra Galles e Svizzera, valida per il girone A degli Europei 2020 di calcio. All’Olympic Stadium di Baku, in Azerbaigian, si decide tutto nella ripresa: gli elvetici vanno in vantaggio al 49′ con un colpo di testa di Embolo sugli sviluppi di un corner e al 74′ Moore pareggia per il Galles, sempre di testa.  

La classifica del girone dopo il primo turno vede l’Italia in vetta con 3 punti, grazie al successo per 3-0 contro la Turchia nel match inaugurale giocato ieri all’Olimpico. Alle spalle degli azzurri, Galles e Svizzera sono appaiate a quota 1 mentre la Turchia è ultima a zero. Mercoledì si torna in campo con Turchia-Galles (ore 18) e Italia-Svizzera (ore 21). 

Roland Garros 2021, Krejcikova ‘regina’ di Parigi

Barbora Krejcikova è la ‘regina’ di Parigi. La tennista ceca, numero 33 del mondo ha vinto l’inedita finale del Roland Garros contro la russa Anastasija Pavlyuchenkova, n.32 Wta, col punteggio di 6-1, 2-6, 6-4 dopo un’ora e 56 minuti di gioco. Per la ceca il trionfo nel singolare femminile sulla terra di Parigi corrisponde al primo Major della carriera dopo le affermazioni in doppio: 5 le prove del Grande Slam due in doppio all’Open di Francia e a Wimbledon, entrambe nel 2018, e tre nel doppio misto, Australian Open 2019, 2020 e 2021.  

La finalissima del Roland Garros 2021 ha visto un primo set dominato dalla Krejcikova, che con un doppio break chiude 6-1 in mezz’ora di gioco. Il secondo set è appannaggio della Pavlyuchenkova (la veterana russa alla sua prima finale dopo 52 apparizione in uno Slam) che reagisce e chiude 6-2.  

La terza partita si apre con un break e contro-break immediato, con la russa che ha un passaggio a vuoto e cede la battuta anche nel settimo game: è quello decisivo per il 6-4 della Krejcikova, che al quinto Slam in singolare va a vincere il Roland Garros. 

Autostrade sotto ala pubblica, Consorzio Cdp e Atlantia firmano accordo

Ora c’è anche una firma a suggellare l’addio di Autostrade per l’Italia alla galassia Benetton e l’inizio di un nuovo viaggio nell’orbita pubblica. Il consorzio formato da Cdp Equity e dai fondi internazionali Blackstone e Macquarie hanno sottoscritto l’accordo con Atlantia per l’acquisizione dell’88,06% di Aspi. Tutto come previsto dalla tabella di marcia delineata l’altroieri dal cda Atlantia che indicava l’11 giugno come data per il signing dell’intesa. E stamattina di buon’ora è stato lo stesso consorzio ad affidare a una nota l’annuncio della firma.  

Cdp Equity, Blackstone Infrastructure Partners e Macquarie Asset Management hanno raggiunto, dunque, l’accordo con Atlantia, per l’acquisizione dell’88,06 % del pacchetto azionario di Autostrade per l’Italia. Acquisizione che sarà fatta attraverso Holding Reti Autostradali S.p.A. (Hra), una nuova società di diritto italiano di proprietà (diretta o indiretta) di Cdp Equity (51%), Blackstone Infrastructure Partners (24,5%) e dei fondi gestiti da Macquarie Asset Management (24,5%). Hra e Atlantia hanno poi sottoscritto il contratto di compravendita. L’operazione sarà completata nei prossimi mesi, dopo aver soddisfatto le consuete condizioni previste per il closing e aver ricevuto i necessari nulla osta da parte delle Autorità competenti. Inoltre, a seguito dell’accordo raggiunto oggi con Atlantia, il consorzio avvierà un dialogo esplorativo per comprendere l’orientamento degli azionisti di minoranza di Aspi, che dispongono del diritto di co-vendita, sul rimanente 11,94% della società da loro posseduto. 

Nel comunicato diffuso oggi non viene indicato il valore dell’acquisizione. L’offerta vincolante che il cda di Atlantia ha accettato giovedì scorso prevede un prezzo di 9,1 miliardi per il 100% di Aspi ai quali si aggiunge il ‘ritocco’ di altri 200 milioni di ticking fee.  

Il nuovo corso di Cassa Depositi e Prestiti con il nuovo amministratore delegato Dario Scannapieco al timone comincia, dunque, con l’attuazione di un progetto infrastrutturale cruciale i cui obiettivi di investimento sono indicati oggi dal consorzio stesso. Sono quelli di “contribuire alla realizzazione di un vasto piano di investimenti in tutta la rete autostradale di Aspi; promuovere il miglioramento della rete per agevolare la digitalizzazione e l’innovazione; migliorare l’efficienza dei programmi di manutenzione dell’infrastruttura per garantire i massimi livelli di prestazioni e sicurezza per gli automobilisti; offrire stabilità a lungo termine nella gestione di un’infrastruttura italiana essenziale per la comunità e l’economia”.  

“Aspi – sottolinea il consorzio – è uno tra i principali operatori autostradali d’Europa e gestisce oltre 3.000 km di autostrade in Italia, con concessioni a lungo termine. Aspi e le sue controllate sono responsabili di sviluppo, manutenzione e gestione di una rete autostradale che si estende su tutto il territorio nazionale e rappresenta circa la metà del sistema autostradale soggetto a pedaggio in Italia, con circa 4 milioni di clienti al giorno (dato pre-Covid).  

Mentre Cdp si appresta ad affrontare questa nuova ‘mission’, i riflettori si puntano anche su quella che sarà la futura strategia di Atlantia senza le autostrade italiane. Il gruppo infrastrutturale in questi mesi non è stato fermo e ha già elaborato una strategia di sviluppo in cui usare gli 8 miliardi della vendita. In parte sarà ripianato il debito e circa 5 miliardi di euro saranno reinvestiti in nuovi asset, con priorità su aeroporti, autostrade (usando Abertis come leva di sviluppo internazionale per partecipare a nuove gare nel mondo) e nelle nuove forme di mobilità sostenibile. Inoltre, è previsto uno sviluppo dei servizi di pagamento digitale di Telepass a livello europeo. 

A poco meno di tre anni dalla tragedia del Ponte Morandi e a quasi un anno dall’accordo a Palazzo Chigi, la firma del contratto segna un passaggio storico con Aspi che torna dopo 22 anni nella sfera pubblica. Da quel tragico 14 agosto del 2018, le autostrade targate Benetton sono state nell’occhio del ciclone con la spada di Damocle della revoca della concessione. In particolare, negli ultimi 11 mesi, dopo l’intesa raggiunta a metà luglio, l’operazione ha viaggiato sulle montagne russe tra fasi di stallo e spesso a un passo dal fallimento. Ci sono voluti mesi intensi di negoziati tra le parti per arrivare alla proposta finale arrivata sul tavolo del cda di Atlantia che complessivamente valuta il 100% di Aspi in 9,3 miliardi di euro.  

Ma che la strada fosse ormai in discesa lo si era capito dal cda di Atlantia del 30 aprile scorso che riconosceva i miglioramenti apportati all’offerta dal consorzio Cdp-fondi e faceva presente che, allo stato attuale, l’unica concreta alternativa all’offerta per la dismissione della partecipazione in Aspi consisteva nel proseguire e portare a termine le iniziative di contenzioso già avviate sia in sede amministrativa in Italia sia in sede europea. Da ricordare poi che a smuovere le acque era stata la manifestazione di interesse presentata dal patron di Acs Florentino Perez, che però non si è tradotta in un’offerta.  

Scaldano, invece, i motori i fondi esteri. “È necessario un significativo aumento degli investimenti per fornire infrastrutture stradali efficienti, sicure e sostenibili necessarie per mantenere l’Italia in movimento”, dice Jiri Zrust, Senior Managing Director di Macquarie Asset Management. “Non vediamo l’ora di lavorare con i nostri partner per garantire che Autostrade per l’Italia raccolga questa sfida, cercando di modernizzare e rafforzare la sua rete stradale a beneficio delle comunità e dell’economia. Macquarie investe in Italia da quasi due decenni e siamo lieti di poter continuare a sostenere lo sviluppo delle infrastrutture essenziali del Paese attraverso questa partnership con Cdp Equity e Blackstone Infrastructure Partners”. “Siamo entusiasti di essere partner di Cdp Equity e Macquarie. Insieme, non vediamo l’ora di rendere esecutivo il nostro impegno di lungo termine per l’Italia e il nostro importante investimento per supportare la modernizzazione di Aspi”, commenta Jonathan Kelly, direttore delle infrastrutture europee di Blackstone Infrastructure Partners. “L’annuncio di oggi costituisce un’ulteriore prova dell’impegno di lungo termine di termine di Blackstone per l’Italia. Attraverso i nostri sforzi combinati, il nostro consorzio cercherà di migliorare l’ampia rete stradale dell’Italia e consegnare un’infrastruttura sicura e affidabile per i cittadini del paese”, sottolinea aggiunge Andrea Valeri, presidente di Blackstone Italia.  

AstraZeneca, Lombardia: stop seconda dose con altro vaccino

Stop al richiamo del vaccino con una seconda dose diversa da AstraZeneca per tutti i cittadini under 60 in Lombardia. Lo annuncia la regione in un comunicato, all’indomani dell’indicazione del Comitato tecnico scientifico sulla somministrazione del prodotto anglo-svedese esclusivamente alle persone con più di 60 anni.  

“In attesa di una nota ufficiale di ministero della salute e di Aifa, competenti a rilasciare un parere scientifico, e allo scopo di tutelare quanto più possibile la salute dei cittadini e garantire i loro diritti, la Direzione generale Welfare ha deciso di sospendere cautelativamente i richiami eterologhi (quindi con un vaccino diverso) per tutti i cittadini under 60 che hanno ricevuto la prima dose di AstraZeneca”, si legge nella nota. “Per chi ha più di 60 anni -precisa la regione- nulla cambia”. 

Covid Basilicata, oggi 15 contagi: bollettino 12 giugno

Sono 15 i nuovi contagi di coronavirus in Basilicata secondo i dati del bollettino di oggi, 12 giugno. Non si registrano morti nelle ultime 24 ore. Da ieri sono stati processati 823 tamponi molecolari. I lucani guariti o negativizzati sono 52. Con questo aggiornamento, i casi attualmente positivi sono 2.931 (-39).  

I ricoverati negli ospedali di Potenza e di Matera sono 38 (-4) di cui nessuno in terapia intensiva. Per la vaccinazione, ieri sono state effettuate 4.229 somministrazioni. Finora sono 250.495 i lucani che hanno ricevuto la prima dose del vaccino (45,3 per cento) e 130.157 quelli che hanno ricevuto anche la seconda dose (23,5 per cento) per un totale di somministrazioni effettuate pari a 380.652. 

AstraZeneca, Bassetti: “Decretata morte dei vaccini a vettore virale”

Tutta la vicenda AstraZeneca, con lo stop per gli under 60 dopo i rari casi di trombosi, alla fine ci dice che “si è decretata la morte dei vaccini a vettore virale, visto che la decisione di limitarli solo per gli over 60 riguarda anche il vaccino J&J. Credo sia stata una decisione di buonsenso ma assolutamente politica. La scienza dice alcune cose, ma la politica sanitaria, il ministero in questo caso, deve mediare tra la scienza e la politica, di fronte a un’opinione pubblica che ha paura e dubbi”. Così all’Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, convinto che “a questo punto si pone un’ombra pesante su tutti gli altri vaccini a vettore virale, dallo Sputnik al nostro italiano Reithera, sul quale bisogna chiedersi se ha senso continuarne lo sviluppo, visto che quando arriverà sarà vecchio e nessuno lo vorrà fare”. 

Sulla decisione di ieri, Bassetti sottolinea però che sul vaccino AstraZeneca “i dati scientifici rimangono gli stessi, non abbiamo cambiato idea su questo: resta un vaccino efficace e gli effetti collaterali di tipo trombotico restano tra i 6 e i 12 casi ogni milione di vaccinati. Ma – osserva – è evidente che c’è stato un corto circuito a livello comunicativo e non si può ignorare che la gente ha paura o è diffidente, dal momento che l’obiettivo della campagna è vaccinare più persone possibili”.  

“La scienza – ribadisce Bassetti – deve dare messaggi ma non possiamo non tenere conto dell’opinione pubblica, e anche noi scienziati a volte dobbiamo andare contro le nostre opinioni precedenti. La scienza non è un dogma o una fede, ma è dinamica, e oggi vediamo cose che tre mesi fa non vedevamo”.  

E ancora: “AstraZeneca – sottolinea l’infettivologo – anche nei giovani non dà grossi problemi, forse si potevano fare alcune limitazioni, lo dico da sempre, per esempio nei casi di persone sotto trattamenti ormonali, che assumono la pillola concezionale o farmaci trombizzanti, più che dire che è una questione di età. La decisione di ieri è stata quindi politica, come fatto dalla Germania, dall’Austria o dalla Danimarca. A questo punto – aggiunge – avrebbe più senso dire stop ai vaccini a vettore virale, perché limitarli agli over 60 in Italia, dove abbiamo già vaccinato l’80% degli ultrasessantenni equivale a eliminarli, dal momento che ora dobbiamo vaccinare gli under 60, che finiranno tutti per fare vaccini a mRna”.  

G7 2021 in Cornovaglia, bilaterale Draghi-Biden

E’ iniziata la seconda giornata dei lavori del G7 a Carbis Bay, Cornovaglia. In una giornata assolata, dopo le nubi di ieri, si terranno tre sessioni di lavoro: la prima sulla resilienza economica e sul partenariato del G7 con i paesi in via di sviluppo, la seconda sulla politica estera e sicurezza -focus su Russia ed Afghanistan- la terza infine sui temi della salute, in un’ottica di rafforzamento dei sistemi di salute globale. E va proprio in questa direzione la ‘Dichiarazione di Carbis Bay’ che i leader del G7 si apprestano ad adottare, affinché la “devastazione globale” innescata dalla pandemia Covid non si ripeta più in futuro. 

Per la discussione sulla salute, i grandi del G7 saranno raggiunti oggi dai leader di Corea del Sud, Sud Africa, Australia e India, e dal Segretario generale delle Nazioni Unite. La giornata si concluderà con una cena tra i leader sulla spiaggia di Carbis Bay, un barbecue firmato dallo chef Simon Stallard dell’Hidden Hut di Portscatho. Sul fronte Italia, c’è grande attesa per il bilaterale tra Mario Draghi e Joe Biden, fissato per le 18.35 ore locali. 

“Il punto è mandare un netto segnale che il G7 è serio sulla questione della difesa dei diritti umani e che dobbiamo lavorare insieme per eradicare il lavoro forzato dai nostri prodotti”. Così un funzionario della Casa Bianca ha spiegato che Joe Biden intende “fare pressioni sugli altri leader per un’azione concreta sul lavoro forzato per chiarire al mondo che noi crediamo che queste pratiche siano un affronto alla dignità ed un clamoroso esempio della competizione economica sleale della Cina”.  

“Per questo è cruciale che denunciamo l’uso del lavoro forzato in Xinjiang e adottiamo azioni concrete per assicurare che la catena dell’approvvigionamento globale sia libera dal lavoro forzato”, ha detto ancora il funzionario affermando che si tratta di affermare “i nostri valori condivisi e chiarire quello che non tollereremo come Stati Uniti e G7”. 

 

Si chiama ‘Build back better world’, ricostruire un mondo migliore, il piano per le infrastrutture globale che Joe Biden ed i leader del G7 lanciano dal vertice della Cornovaglia per “una competizione strategica con la Cina ed impegnarsi a concrete azioni per venire incontro all’enorme esigenza di infrastrutture nei Paesi a basso e medio reddito”. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso oggi dalla delegazione della Casa Bianca al vertice del G7.  

Nell’illustrare l’iniziativa, una fonte della Casa Bianca ha ricordato come “gli Stati Uniti e molti nostri alleati e amici nel mondo sono da tempo scettici nei confronti della Belt and Road Initiative della Cina”. “Abbiamo visto – ha continuato – il governo cinese mostrare una mancanza di trasparenza, bassi standard ambientali e per leggi di lavoro ed un approccio che ha lasciato molti Paesi in condizioni peggiori”.  

“Ma finora non avevamo offerto un’alternativa positiva che riflettesse i nostri valori, i nostri standard ed il nostro modo di fare business”, ha spiegato ancora il funzionario della Casa Bianca presentando “l’ambiziosa, iniziativa di infrastrutture globale con i nostri partner che non sarà solo un’alternativa alla Belt and Road Initiative ma che la batterà perché offrirà una scelta di maggiore qualità”. Una scelta, ha concluso, che conferma la “fiducia che abbiamo nel nostro modello di sviluppo che riflette i nostri valori comuni”. 

Un po’ di jogging e una nuotata nelle gelide acque dell’atlantico, in Cornovaglia. Boris Johnson in ‘versione sportiva’ prima di prendere parte alla seconda giornata del G7, che lo vede padrone di casa a ‘Carbis Bay’. Questa mattina, ritratto dai fotografi, il primo ministro inglese si è prima concesso una corsetta defaticante, poi si è immerso in acqua per una breve nuotata. 

Le questioni post Brexit aperte fra Gran Bretagna e Unione europea che vengono anche definite come la ‘guerra delle salsicce’, fanno irruzione al G7 in Cornovaglia. L’ospite Boris Johnson ne parlerà nei suoi incontri con la Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyden, il Presidente del consiglio europeo, Charles Michel, il Presidente francese Emmanuel Macron e la Cancelliera tedesca Angela Merkel a margine del vertice.  

A seguire, nel loro incontro multilaterale i leader del G7 discuteranno di un piano per prevenire nuove pandemia entro i primi 100 giorni, per poi ritrovarsi in serata per un barbecue sulla spiaggia, e assisteranno a uno spettacolo di canti marinareschi della Cornovaglia  

L’atmosfera tuttavia potrebbe essere rovinata dall’esito dei colloqui sulla piena attuazione del Northern Ireland Protocol prevista per fine giugno ma che Londra è pronta, secondo quanto ha indicato Downing Street, a rimandare unilateralmente per evitare il bando, al passaggio di carni congelate attraverso il Mare d’Irlanda, di fatto frontiera fra il Regno Unito e l’Unione europea. L’Unione europea, a sua volta, ha anticipato la sua intenzione di rispondere a eventuali violazioni dell’accordo sottoscritto dallo stesso Johnson.  

Il Premier britannico denuncia che l’Ue adotta un approccio “eccessivamente gravoso” agli accordi sul commercio post Brexit per l’Irlanda del Nord. L’intesa, il protocollo, di fatto mantiene l’Irlanda del Nord nel mercato unico europeo per evitare un confine terrestre tra Irlanda e Irlanda, di fatto spostando il confine al Mare d’Irlanda. Johnson, come anticipa un portavoce, sottolineerà i problemi che il protocollo crea in Irlanda del Nord e “i rischi che pone all’accordo nella sua forma attuale, quindi la necessità di individuare soluzioni urgenti”. Macron ha già detto ieri che “nulla è negoziabile nell’accordo che deve essere attuato pienamente”.  

Per Londra la priorità rimane quella di individuare “soluzioni urgenti e radicali nel quadro del protocollo”, come ha spiegato un portavoce. Ma, ha aggiunto, “manteniamo tutte le opzioni sul tavolo”, inclusa quella dell’estensione unilaterale del semestre di grazia prima della sua piena attuazione. Il G7 di Carbis Bay “non è il forum in cui cerca necessariamente di definire una soluzione immediata” per la questione. 

 

 

Covid oggi Toscana, 146 contagi: bollettino 12 giugno

Sono 146 i nuovi contagi di coronavirus in Toscana secondo i dati del bollettino di oggi, 12 giugno, anticipati sui social dal presidente della regione Eugenio Giani. “I nuovi casi registrati in Toscana sono 146 su 16.238 test di cui 6.937 tamponi molecolari e 9.301 test rapidi. Il tasso dei nuovi positivi è 0,90% (3,1% sulle prime diagnosi)”, scrive Giani. Per quanto riguarda i vaccini, il governatore toscano fa sapere che finora ne sono stati somministrati 2.475.672.  

Lo stesso Giani ha ricevuto la prima dose del vaccino anti covid questa mattina a Firenze, all’hub Mandela Forum. “Provo la sensazione di essere in mezzo alla gente, di fare qualcosa che tutta la popolazione fa, e se vogliamo, è anche una sensazione di orgoglio. È come se un Paese, di fronte a un’emergenza, si fosse stretto. Io oggi mi faccio il vaccino e faccio parte di questo grande sforzo che un giorno sarà visto come un grande merito del nostro Paese”, dice Giani.
 

Covid Marche, oggi 36 contagi: bollettino e news 12 giugno

Sono 36 i nuovi contagi di coronavirus nelle Marche secondo i dati del bollettino di oggi, 12 giugno. Da ieri, secondo quanto reso noto dalla Regione, sono stati processati 2252 tamponi: 1070 nel percorso nuove diagnosi (di cui 340 screening con percorso Antigenico) e 1182 nel percorso guariti (il rapporto positivi testati è del 3,2%). I positivi nel percorso nuove diagnosi sono 34 (15 nella provincia di Macerata, 6 nella provincia di Ancona, 3 nella provincia di Pesaro-Urbino, 2 nella provincia di Fermo, 6 nella provincia di Ascoli Piceno e 2 fuori regione). 

Questi casi comprendono soggetti sintomatici (8 casi rilevati), contatti in setting domestico (9 casi rilevati), contatti stretti di casi positivi (10 casi rilevati), contatti in setting lavorativo (2 casi rilevati), contatti in setting assistenziale (1 casi rilevati), contatti con provenienza extra-regione (1 caso rilevato). Tre casi sono in fase di approfondimento epidemiologico. Nel percorso screening sono 340 i test antigenici effettuati e 2 i soggetti rilevati positivi (da sottoporre al tampone molecolare), con un rapporto positivi/testati 1%. 

Vaccini Lazio, da oggi Astrazeneca solo a over 60: per richiami Pfizer o Moderna

Il vaccino AstraZeneca già da oggi nel Lazio sarà somministrato solo ed esclusivamente agli over 60, cioè a partire da chi ha già compiuto 60 anni. Già dalla giornata odierna, tutti i cittadini con meno di 60 anni, anche chi ha avuto una prima dose di AstraZeneca, riceveranno esclusivamente vaccini Mrna, ovvero Pfizer o Moderna”. Lo fa sapere l’Unità di crisi della Regione Lazio sottolineando che “la campagna vaccinale nel Lazio prosegue il suo corso, con l’unico obiettivo di mettere in sicurezza la popolazione”.  

“Stamattina sono anche iniziate regolarmente le vaccinazioni junior 12-16 anni con vaccino Pfizer, le operazioni si stanno svolgendo con il massimo ordine, nel pieno della sicurezza e del rispetto delle norme e delle famiglie – prosegue – Il cambiamento indicato dal governo non influisce sulle prenotazioni effettuate, che sono tutte confermate, il Piano vaccinale della Regione Lazio non subisce nessuna interruzione, prosegue senza sosta anche grazie alla collaborazione con la struttura commissariale che ha assicurato pieno sostegno”. 

Euro 2020, Banfi: “Così è nato il ‘porca puttena’ di Immobile”

“Per me quel ‘porca puttena’ gridato da Immobile e Insigne è come un David di Donatello. Mi sono commosso. E non è detto che non diventi lo slogan degli europei. Pensate che gli europei finiscono l’11 luglio che è il giorno del mio compleanno, quindi se vincono devono venire a farmi gli auguri. Ne faccio 85, che si fanno una volta sola”. Lino Banfi racconta così all’Adnkronos l’emozione provata ieri quando i due giocatori della Nazionale hanno esultato dopo il gol citando la frase da lui suggerita.  

Tutto è nato da un video di incoraggiamento inviato dall’attore a Giorgio Chiellini ma indirizzato a tutta la squadra e al ct Mancini: “Giovedì, alla vigilia della partita, ho mandato un mio video a Chiellini, che conosco da molto tempo, per caricare i ragazzi e il Ct, chiedendo di farlo vedere a tutti. Nel video dicevo a Mancini: ‘mister, mi raccomando Spinazzola – Immobile. E quando arriva il gol devi far dire al ragazzo ‘porca puttena”. E così è andata”, racconta divertito Banfi.  

Nel video, Banfi faceva riferimento anche al personaggio cult Oronzo Canà, che nel film ‘L’allenatore nel pallone’ parlava di Bizona e di schema 5-5-5: “Gli ho detto di affidarsi al 5-5-5 e gli ho spiegato cos’è davvero: 5 cozze pelose, 5 polipetti e 5 ‘allievi’, che in Puglia sono le seppioline piccole. ‘Mettete tutto insieme e vi fate la zuppetta alla porca puttena che dà la carica giusta’. Chielini mi ha risposto: ‘faremo come dici tu’. Poi mi è stato raccontato che ieri mattina il mister ha messo il video sullo schermo grande per vederlo tutti insieme, tra le risate dei giocatori”.  

Poi davanti alla tv, è arrivata la conferma che la squadra aveva apprezzato i suoi consigli: “Quando ho visto il passaggio Spinazzola – Immobile e il gol, non ho fatto in tempo a chiamare mio figlio per dirgli che era andata come avevo detto, che ho visto sulla tv Immobile correre verso la telecamere e gridare ‘porca puttena’. Mi sono commosso dalla gioia”, confessa Banfi. “Mi hanno detto che anche io ho fatto commuovere loro, perché nel video ad un certo punto dicevo: ‘Fin qui vi ho parlato da Oronzo Canà, ora vi parlo da Lino Banfi. Io sono vicino agli 85 anni, sono al primo tempo supplementare e forse farò anche il secondo. Ma voi siete giovani e adesso spetta a voi farci sognare’… E così è stato”.  

Per l’attore, il migliore in campo, “oltre a Ciro Immobile, che adoro pure se è laziale (Banfi è grande tifoso romanista, ndr), mi piace moltissimo Spinazzola, che corre come se avesse le ali ai piedi. Anche Insigne è bravo. Ma tengo d’occhio anche Barella, che credo ci regalerà presto un gol”. 

Vaccino Johnson & Johnson e rischio trombosi, cosa dice il Cts

Sul vaccino di Johnson & Johnson, pur avendo analogie con il vaccino anti covid di AstraZeneca, al momento i dati “non permettono di trarre valutazioni conclusive rispetto al rapporto beneficio/rischio”. E’ quanto si legge nel verbale n. 27 del Cts, di ieri, in cui è stato fornito il parere sull’utilizzo del vaccino AstraZeneca a partire dai 60 anni e sulla possibilità, per chi ha già fatto la prima dose, di completare il ciclo con un vaccino a mRna. 

Il vaccino Janssen, rileva il Comitato tecnico scientifico, è “connotato dal vantaggio della singola somministrazione, peculiarità che può risultare di particolare beneficio in determinate categorie di popolazione”. Ma “l’eventuale evidenza, nel contesto nazionale e internazionale, di fenomeni tromboembolici dopo vaccino Janssen dovrà essere oggetto di attento e costante monitoraggio attraverso le procedure di farmacosorveglianza e vaccino-vigilanza”.  

Il comitato, si legge nel verbale, rileva che “il vaccino Janssen viene raccomandato, anche alla luce di quanto definito dalla Cts di Aifa, per soggetti di età superiore ai 60 anni. Qualora si determinino specifiche situazioni in cui siano evidenti le condizioni di vantaggio della singola somministrazione ed in assenza di altre opzioni, il vaccino Janssen andrebbe preferenzialmente utilizzato, previo parere del Comitato etico territorialmente competente”.  

Pedopornografia, scambio video e foto online: 4 arresti in Lombardia

Sette persone denunciate, di cui 4 arrestate, per detenzione di materiale pornografico realizzato attraverso lo sfruttamento di minorenni. E’ il risultato di un’operazione compiuta dagli agenti della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano che hanno perquisito 7 persone in Lombardia.L’indagine, coordinata dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma (Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online) e guidata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano, è partita dall’analisi del materiale informatico sequestrato nell’ambito di un’indagine condotta nei mesi scorsi dalla Polizia Postale meneghina, da cui è emersa un’intensa attività di scambio di materiale pedopornografico, nella misura di oltre 100 video e foto raffiguranti bambini di età compresa tra i 2 e i 12 anni – nonché, in alcuni casi, neonati – coinvolti in atti sessuali con adulti, con altri minori e, talvolta, anche con animali. Il materiale veniva diffuso online, attraverso le più note app di messaggistica istantanea. 

Per il conseguimento dell’importante risultato investigativo – che ha comportato il superamento, da parte degli investigatori della Postale milanese, di complesse tecniche di anonimizzazione adottate dagli indagati per sottrarsi alla giustizia – è stata di fondamentale importanza l’attività di collaborazione di carattere internazionale, volta all’ottenimento di importanti tracce informatiche da parte dei collaterali organi investigativi stranieri, utili alla identificazione degli indagati. 

Tra i coinvolti figurano persone di estrazione sociale molto diverse: si va dallo uno studente appena maggiorenne al distinto sessantenne impiegato in una nota società di telecomunicazioni. Grazie agli approfondimenti tecnici specialistici svolti sul posto, gli investigatori hanno anche scoperto che uno degli arrestati aveva realizzato e condiviso in rete dei video ritratenti abusi sessuali nei confronti di una sua giovane sorella, peraltro affetta da grave disabilità. 

Le perquisizioni personali, locali e sui sistemi informatici, emesse dalla Procura Distrettuale di Milano, hanno portato al sequestro di telefonini, tablet, hard disk, pen drive, computer e account di email, spazi cloud e profili social. Durante l’operazione è stato inoltre rinvenuto un ingente quantitativo di materiale illecito custodito sui supporti informatici sottoposti a sequestro.