Data ultima modifica: 10 Marzo 2021

Joe Biden si prepara a festeggiare i suoi primi 50 giorni alla Casa Bianca con la firma del pacchetto di aiuti anti Covid da 1,9 trilioni di dollari che oggi la Camera dovrebbe approvare in via definitiva. La misura costituisce la prima importante vittoria del presidente, destinando decine di milioni di dollari alla campagna di vaccinazione, al rafforzamento del sistema scolastico e agli aiuti diretti alle famiglie americane, con un assegno da 1.400 dollari per i redditi inferiori a 75mila dollari.
 “Sta facendo esattamente quello che ha promesso che avrebbe fatto ed in molti casi lo sta facendo più velocemente e meglio” di quanto ci si aspettasse, ha detto a The Hill, Matt Bennett, vice presidente del think tank democratico centrista Third Way sottolineando che nonostante i negoziati con il Congresso, Biden è riuscito a far approvare il pacchetto “esattamente come aveva promesso”.  In effetti, il pacchetto ha perso per strada la misura più cara alla sinistra dem, l’aumento del salario minimo a 15 dollari all’ora, con una votazione che ha dimostrato come in un Senato con 50 repubblicani e 50 democratici, hanno assunto un’importanza cruciale i senatori più centristi e moderati.  A parte lo sforzo legislativo, i primi 50 giorni di Biden hanno segnato un ritorno alla normalità ed alla tradizione alla Casa Bianca, con i briefing quotidiani della portavoce, le apparizioni pubbliche del presidente. Ormai gli annunci presidenziali via Twitter, magari nel cuore della notte, dell’era Trump sono ormai un ricordo e, sottolineano con una punta di rimpianto i media americani, sono anche nettamente diminuite le fughe di notizie dall’interno dell’amministrazione.  Allo stesso tempo, Biden sta subendo pressioni e critiche per non aver ancora convocato la sua prima conferenza stampa. La Casa Bianca, che ha annunciato per domani un discorso del presidente in occasione del primo anniversario della dichiarazione della pandemia globale, ha detto che vi sarà una conferenza stampa sicuramente prima della fine di marzo. “Penso che lui voglia normalizzare le comunicazioni del presidente” afferma con The Hill Julian Zelizer, politologo della Princeton University, spiegando come Biden stia cercando di “andare in direzione opposta” a quella di Trump, nella convinzione che “più rimane in silenzio, meglio è”. L’idea è di dare il messaggio di un presidente concentrato nel lavoro, impegnato a gestire l’emergenza. “Credo che siano stati dei grandi primi 50 giorni per un presidente nei confronti del quale molti hanno espresso scetticismo riguardo alla capacità di agire in modo deciso”, ha detto Zelizer, con un chiaro riferimento al fatto che Trump durante la campagna elettorale ha attaccato e preso in giro Biden chiamandolo ‘sleepy Joe”, Joe il dormiglione.  

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