Data ultima modifica: 15 Luglio 2020

Gli Stati Uniti imporrano sanzioni, che prevedono il rifiuto di visti di ingresso, “ad alcuni dipendenti di società tech cinesi come Huawei che forniscono sostegno materiale a regimi che sono impegnati in violazioni dei diritti umani ed abusi a livello globale”. Lo ha annunciato oggi il segretario di Stato Usa, Mike Pompeo che ha definito il colosso tech cinese “un braccio dello stato di sorveglianza del partito comunista che censura i dissidenti politici e permette l’internamento in campi di detenzione di massa in Xinjiang”.  Pompeo, che in passato ha definito Huawei ed altre società tech cinesi “cavalli di Troia dell’intelligence di Pechino” ha detto che l’annuncio di oggi deve essere un monito per le altre compagnie. “Le compagnie di telecomunicazioni di tutto il mondo sono avvisate: se fate affari con Huawei state facendo affari con chi viola i diritti umani”.  Sul 5G, ha aggiunto Pompeo rispondendo a una domanda sulla decisione di Londra, “il vento sta cambiando” in tutto il mondo. “Non credo che l’abbiano fatto solo per paura delle sanzioni americane, lo hanno fatto perché i loro team di sicurezza sono arrivati alle stesse conclusioni dei nostri”, ha continuato il segretario di Stato Usa, riferendosi al fatto che “non puoi proteggere queste informazioni” che, se affidati a canali non affidabili, finiranno nelle mani del partito comunista cinese”. Lodando ancora la decisione del premier Boris Johnson, “che ha fatto assolutamente la cosa giusta”, Pompeo si è detto poi felice rispetto ad un anno fa quando gli Stati Uniti apparivano essere i soli ad esprimere le loro preoccupazioni per le decisioni di “vedere che questo sta succedendo in tutto il mondo”.  “Il vento sta cambiando, mi ricordo le vostre domande un anno fa, quando dicevate che erano solo gli Stati Uniti – ha continuato rivolgendosi ai giornalisti – Credo che il lavoro che stiamo facendo, che abbiamo potuto fare in tutto il mondo, sta rendendo chiaro a tutti che c’è un vero rischio di sicurezza”. Pompeo ha ripetuto ancora che “il vento sta cambiando” quando si vedono “le più grandi compagnie di telecomunicazioni condividere le nostre stesse preoccupazioni”. Secondo il segretario di Stato, ora “ogni nazione” si sta domandando semplicemente come raggiungere “rapidamente” delle “soluzioni convenienti che non espongano le nostre popolazioni ai rischi che possono venire dall’avere queste infrastrutture nei nostri Paesi”.   

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