Data ultima modifica: 26 Ottobre 2021

“I vaccini” anti Covid in Italia “nei frigoriferi ci sono: offriamo la dose di richiamo a tutti coloro che abbiano completato il ciclo vaccinale da più di 6 mesi”. Sul ‘booster’ anti-coronavirus l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, assessore alla Sanità in Puglia, invita a mandare un “messaggio chiaro e comprensibile per chiunque. Senza venir meno al principio della priorità – precisa – che sarebbe rispettato perché si seguirebbe comunque l’ordine utilizzato nella somministrazione delle prime e seconde dosi”.  In un intervento su Facebook, che ha intitolato ‘Richiamo per tutti’, lo scienziato scrive così: “Non so se ancora non sia chiaro a tutti”, ma “per uscire dalla emergenza pandemica bisogna vaccinare, vaccinare, vaccinare. Per evitare che la circolazione del virus prenda forza è necessario che una quota sempre maggiore di popolazione presenti un livello sufficiente di immunità per evitare lo stato di portatore e, quindi, di diffusore del virus. Per ottenere questo risultato si può scegliere la via inglese: si vaccina chi vuole e via le misure restrittive finché il sistema sanitario regge”. Così però “il virus riprende forza ed è sotto gli occhi di tutti cosa vuol dire in termini di sofferenza e perdita di vite umane. L’alternativa” alla strada inglese “è accelerare l’immunizzazione attraverso la vaccinazione”. Per Lopalco, “la strategia da seguire allora è piuttosto semplice”. Primo: “Convincere a vaccinarsi chi ancora non lo abbia fatto. Il Green pass obbligatorio, anche per respirare, credo sia la via più efficace e dai costi più accettabili”. Secondo: “Offrire la dose di richiamo a chi, pur essendo protetto dalla malattia grave grazie a due dosi di vaccino, inizia a presentare un indebolimento della immunità che lo rende potenzialmente suscettibile all’infezione e, di conseguenza, contagioso. Ad oggi – ricorda l’epidemiologo – la dose di richiamo è offerta secondo un criterio di priorità che segue l’andamento delle prime fasi della campagna vaccinale: prima i fragilissimi, poi operatori sanitari e fragili, poi gli over 60, eccetera. Questa impostazione, anche se corretta nel merito, rappresenta comunque una inutile complicazione organizzativa”, osserva lo scienziato-assessore che propone appunto di offrire la dose di richiamo a chiunque abbia completato il ciclo vaccinale da più di 6 mesi. Un “richiamo va fatto, dunque, a tutti gli italiani – chiosa Lopalco -. Per chi ancora non si è vaccinato, un richiamo al buon senso e alla coscienza. A tutti gli altri, la vasta bellissima maggioranza silenziosa, un richiamo di vaccino per difendersi ancora meglio e più a lungo”. 

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