Data ultima modifica: 13 Marzo 2021

Il vaccino anti Covid di AstraZeneca, di cui un lotto è stato ritirato in Italia, è “efficace e sicuro” secondo Marco Cavalieri, responsabile della strategia vaccini dell’Ema.  “Il nostro comitato di farmacovigilanza ha guardato tutti i dati che abbiamo a disposizione riguardo alla sicurezza di questo vaccino, inclusi gli eventi tromboembolici che si sono verificati, ma che in effetti sono molto rari, stiamo parlando di un numero di casi inferiore a quelli che ci saremmo aspettati se le campagne vaccinali non fossero in corso, nella popolazione in generale”, dice Cavalieri a Sky Tg24.  Cavalieri sottolinea poi che “essendo casi molto rari non sono stati ancora discussi nel dettaglio, prima di far questo è impossibile concludere. Ad oggi quello che ci sentiamo di dire è che il vaccino risulta sicuro e efficace, quindi bisogna continuare ad usarlo”.  “I trombi – spiega – non sono eventi che comunemente vengono associati all’uso di vaccini, poi bisogna vedere di quale vaccino si parla. Questo è un vaccino usato su tutta la popolazione adulta e sugli anziani, una popolazione in cui questi eventi succedono comunque, in cui queste malattie avvengono. È molto importante cercare di capire esattamente cosa sarebbe successo comunque, al di là del vaccino, e che quindi non ha nulla a che fare con il vaccino. Ad oggi non abbiamo nessuna prova che il vaccino possa causare questi eventi, ma ovviamente stiamo indagando per capire meglio”. Sul caso degli eventi avversi “la settimana prossima ci sarà una riunione del nostro comitato di farmacovigilanza, dopo che tutti i casi cumulativi sono stati analizzati. Abbiamo cercato di avere tutte le informazioni, inclusa l’autopsia, così da avere un quadro completo, per capire se questi dati ci permettono di arrivare a una conclusione”.  “Nel Regno Unito – rimarca- che è il Paese che ha vaccinato di più con AstraZeneca con undici milioni di dosi, non hanno visto niente di allarmante o preoccupante su questo fronte, sono dati che rassicurano”. Cavalieri spiega che “ci potrebbe essere bisogno di più tempo, di capire se altri casi di eventi avversi vengono riportati e capire se, effettivamente, ci sia un aumento dei casi dopo la vaccinazione, che non ci saremmo aspettati. Ad oggi non è così, i casi sono molto rari”. 

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