Data ultima modifica: 3 Gennaio 2021

La campagna vaccinale è partita a rilento in tutta Italia, complici i giorni di festa, ma è un caso la situazione della Lombardia, una delle regioni più colpite dal Covid-19, dove la somministrazione è ancora ferma al 3% delle dosi consegnate contro il 38% del Lazio o il 18% della Puglia. “Io temo che al di là delle ferie manchi il personale”, suggerisce Gianluigi Spata, presidente della Fromceo, la Federazione regionale degli ordini dei medici e degli odontoiatri della Lombardia.  “Bisogna assolutamente reclutare medici e infermieri per poter partire in maniera decisa con questa campagna, che non può permettersi ritardi se – dice all’Adnkronos – si vuole tenere il passo non tanto con le altre Regioni ma anche con l’obiettivo di vaccinare quasi tutta la popolazione entro la fine dell’anno”.  L’assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera ha spiegato in un’intervista che ci sono medici con 50 giorni di ferie arretrate: non si potevano far rientrare in servizio per un vaccino nei giorni festivi. “Questo periodo con le feste – sottolinea Spata – non ha particolarmente agevolato la campagna vaccinale. Aspettiamo i prossimi giorni, speriamo che da domani ci sia questa accelerata. Non possiamo permetterci di aspettare”.  Da domani, la data prevista per la partenza vera e propria della prima fase della campagna, si dovrebbe iniziare con un tasso di 10mila vaccinazioni al giorno. “E’ urgente farlo – aggiunge – perché medici e infermieri si stanno ancora ammalando in tutta Italia, alcuni purtroppo stanno ancora morendo”.  La richiesta della Federazione al Governo, che ancora non ha ricevuto risposta, è quella di vaccinare tutti i medici iscritti all’albo, non solo i dipendenti delle Asst e i medici di base. “Chiediamo che siano vaccinati anche i liberi professionisti, i pensionati che continuano a lavorare, e soprattutto gli odontoiatri. Questo non è previsto dalla normativa nazionale: ci sono dei ‘buchi’, degli aspetti che vanno sistemati”.  Quando arriverà il momento di vaccinare la popolazione, “mi auguro poi che vengano coinvolti i medici di base. Quando arriveranno vaccini che richiedono una catena del freddo meno rigorosa, noi siamo disponibili”, aggiunge Spata, che è un medico di famiglia. Questo è l’unico modo, secondo Spata, “per poter dare una vera accelerata alla campagna, che dovrà nei prossimi mesi convincere sempre più scettici e dubbiosi”. L’obbligatorietà? “Sono contrario, ma certo se il Covid19 dovesse continuare a essere un problema di salute pubblica è inevitabile, il Governo dovrà imporlo”.  

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