Data ultima modifica: 27 Dicembre 2020

“Ho fatto il vaccino” anti Covid, “sto bene, nessun evento avverso nell’immediato. Sono contento di essere stato fra i primi in Lombardia, testimonial di questo V-Day. E’ doveroso eseguire la vaccinazione, è l’unico modo per uscire da questo tunnel. Oggi è un punto di partenza simbolico, ci dice che possiamo cominciare a guardare con speranza al futuro”. Così all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco racconta il post-iniezione scudo anti Covid e le emozioni del V-Day. Pregliasco è stato fra i primi 7 a vaccinarsi all’ospedale Niguarda di Milano in qualità di presidente dell’Anpas (Associazione nazionale pubbliche assistenze).  E presenzierà anche al Pio Albergo Trivulzio nel pomeriggio, dove alle 15 cominceranno con le vaccinazioni al personale sanitario dell’Azienda di servizi alla persona, uno dei centri coinvolti nel V-Day. Anche in questo caso un simbolo, visto che le Rsa sono state fra le strutture più colpite dalla pandemia. Il messaggio di Pregliasco è per la sicurezza del vaccino. “Io sono fiducioso nella sicurezza – ribadisce il virologo dell’università degli Studi di Milano – Mi sono sempre occupato proprio di sviluppare vaccini nell’ambito dell’influenza e dell’epatite e sono fiducioso nei metodi di valutazione. La vaccinazione è importante perché serve come un’azione comunitaria: uno si vaccina per gli altri e questo è l’unico modo affinché la nostra comunità possa riprendere una vita anche economica serena”.  Un “punto di partenza simbolico, ma servirà nel breve per poter ampliare la copertura. Sono contento di averlo fatto, perché reputo una doverosa necessità dimostrare la sicurezza e l’efficacia” dei prodotti scudo. “I vaccini sono stati nel passato, sono e saranno ancora nel futuro un elemento fondamentale”, conclude l’esperto. 

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