Data ultima modifica: 22 Gennaio 2021

Sulla distribuzione dei vaccini anti-Coronavirus si stanno registrando “antagonismo” e “competizione”. Per evitare il rischio di “forti ingiustizie”, la Pontificia Accademia per la Vita, presieduta da monsignor Vincenzo Paglia, scende di nuovo in campo per lanciare un appello ai governi dei Paesi nel mondo: “Di fronte ai gravissimi problemi che si stanno presentando in ordine alla produzione ed alla distribuzione del vaccino per il Covid, la Pontificia Accademia per la Vita ribadisce con forza l’urgenza di individuare opportuni sistemi per la trasparenza e la collaborazione. C’è troppo antagonismo e competizione e il rischio di forti ingiustizie”. La Pontificia Accademia per la Vita ricorda che “papa Francesco già nel Messaggio Urbi et Orbi, nel giorno di Natale, aveva rivolto una richiesta pressante: ‘Chiedo a tutti: ai responsabili degli Stati, alle imprese, agli organismi internazionali, di promuovere la cooperazione e non la concorrenza, e di cercare una soluzione per tutti: vaccini per tutti, specialmente per i più vulnerabili e bisognosi di tutte le regioni del Pianeta. Al primo posto, i più vulnerabili e bisognosi!’ Queste parole richiedono un ascolto responsabile da parte di tutti, della comunità cristiana, dei credenti, di tutti gli uomini e donne di buona volontà”. Il Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale e la Pontificia Accademia per la Vita hanno emanato il 29 dicembre scorso un documento ad hoc sull’importanza della vaccinazione e sulle modalità perché il vaccino sia un bene comune di tutti. “E si chiedeva, tra l’altro, di superare la logica del ‘nazionalismo vaccinale’, – ricorda la Pontificia Accademia – intesa come tentativo dei diversi Stati di avere il proprio vaccino in tempi più rapidi, procurandosi comunque per primi la quantità necessaria per i propri abitanti”. Da qui il monito a promuovere e sostenere “accordi internazionali per gestire i brevetti in modo da favorire l’accesso di tutti al prodotto ed evitare possibili cortocircuiti commerciali, anche per mantenere il prezzo calmierato pure in futuro. La produzione industriale del vaccino dovrebbe diventare una operazione collaborativa tra Stati, imprese farmaceutiche e altre organizzazioni in modo che possa essere simultaneamente realizzata in diverse zone del mondo. E una occasione straordinaria per un nuovo futuro più solidale. Questo è stato possibile – almeno in parte – per la ricerca. Con lo stesso spirito si deve avviare una sinergia positiva valorizzando gli impianti di produzione e distribuzione disponibili nelle diverse aree in cui i vaccini verranno somministrati, sulla base del principio di sussidiarietà”. 

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