Data ultima modifica: 2 Gennaio 2021

Medici specializzandi che lavorano negli ospedali si ritrovano, in molte aziende, in fondo alla lista delle priorità per quanto riguarda la vaccinazione anti-Covid. Lo denuncia, su Facebook, ‘Chi si cura di te?’, associazione per la difesa dei diritti e delle tutele di specializzandi, camici grigi, medici di medicina generale in formazione, che segnala, in particolare due episodi ad Ancona e Monza, contro i quali l’associazione si è mobilitata chiedendo il ritiro delle disposizioni.  Il 31 dicembre “i medici specializzandi dell’azienda ospedaliera ospedali Riuniti di Ancona – si legge su Facebook – si sono visti cancellare in blocco la prenotazione per vaccino anti Covid-19, prenotazione regolarmente effettuata sul portale dell’ospedale. Ce lo segnalano gli specializzandi in anestesia e Rianimazione. Questa la comunicazione che hanno ricevuto: ‘per un errore di carattere tecnico non è stato possibile avvertire che la prenotazione potrà essere effettuata solo dopo la prenotazione dei dipendenti dell’Azienda di ruolo sanitario in assistenza’ . Successivamente alla cancellazione delle prenotazioni dei medici specializzandi, è stata inviata una mail personale strutturato in cui si avvisava della disponibilità di ‘circa 200 ulteriori posti per la prenotazione del vaccino'”.  Episodio simile in Lombardia dove “l’Azienda socio sanitaria territoriale Monza e l’Ospedale San Gerardo di Monza hanno disposto che il personale non dipendente, fra cui i medici specializzandi, potranno prenotare il vaccino solo dopo il personale dipendente”. Per l’associazione si tratta di “una decisione assolutamente discriminatoria, basata su un criterio del tutto immotivato, quello dell’inquadramento contrattuale, che non rispecchia il reale rischio cui sono esposti gli operatori sanitari. Ancora più incredibilmente, tale decisione segue di poco l’approvazione della legge di bilancio che prevede che i medici specializzandi potranno essere reclutati come vaccinatori ricevendo in ‘compenso’ solo 4 crediti formativi universitari, a differenza del restante personale che invece sarà giustamente retribuito”. “Alle nostre richieste di confronto su questo tema – prosegue l’associazione – i ministri Speranza e Manfredi hanno ripetutamente risposto facendo appello alla nostra buona volontà per contribuire alla campagna vaccinale. Noi facciamo appello al loro ruolo perché intervengano a sanare queste situazioni di chiara discriminazione”. “Ci impegneremo – assicura ‘Chi si cura di te?’ – perché le disposizioni previste dagli ospedali di Monza e di Ancona siano immediatamente ritirate e perché non si verifichino episodi analoghi”. “Siamo già in agitazione – concludono – e siamo pronti ad incrociare le braccia se non riceveremo risposte. Non siamo più disposti ad essere trattati come medici di serie B”. 

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