Data ultima modifica: 20 Aprile 2021

Vaccino Johnson & Johnson: dopo il parere dell’Ema sui rari casi di trombosi, in Italia si va verso la somministrazione preferenziale agli over 60.  “Si confermano le decisioni prese dall’Agenzia europea del farmaco Ema che non ha posto nessuna limitazione sul vaccino anti-Covid Johnson & Johnson”. Questa, a quanto si apprende, è la posizione espressa dagli esperti della Commissione tecnico-scientifica (Cts) dell’Agenzia italiana del farmaco Aifa, dopo la riunione nel pomeriggio.  Poco prima erano state rese note le conclusioni dell’ente regolatorio Ue sul prodotto scudo e il Comitato di farmacovigilanza Prac ha confermato che i benefici del vaccino J&J superano i rischi e che non è possibile, in relazione agli eventi rari di trombosi anomale associate con livelli bassi di piastrine, identificare uno specifico fattore di rischio per età e genere.  Per quanto riguarda l’italiana Aifa, il verbale del Cts è stato trasmesso al ministero della Salute, che potrebbe dare un’indicazione orientata a un uso preferenziale sopra i 60 anni come nel caso di AstraZeneca. Questa sembra la posizione del ministero. “Come ci aspettavamo, su Johnson & Johnson l’Ema e la Fda hanno avuto approfonditi scambi di informazioni e hanno concluso che i rari casi di trombosi sono al limite della valutabilità, se non della trascurabilità. Quindi il vaccino è per tutti e l’Italia lo colloca in fascia anziana dove sicuramente i benefici sono maggiori dei rischi”, ha detto il direttore dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Nicola Magrini, ospite di Otto e mezzo su La7. “Le somministrazioni dei vaccini sono in crescita, la nostra capacità vaccinale permette di arrivare a 500mila dosi al giorno – ha aggiunto – è una capacità che già abbiamo ma dipende dalle consegne dei vaccini, che è un fattore non proprio nelle nostre mani”, ha aggiunto.  

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