Data ultima modifica: 21 Gennaio 2021

Le consegne delle dosi di vaccino anti-Covid da parte di Pfizer e BionTech agli Stati membri dell’Ue, Italia inclusa, subiscono “interruzioni” e ritardi in questa settimana, ma dalla prossima le consegne dovrebbero riprendere regolarmente. Lo ha spiegato durante il briefing con la stampa il portavoce della Commissione per la Salute, Stefan de Keersmaecker. “La settimana scorsa – ha detto – siamo stati informati dalla compagnia che ci sarebbero stati ritardi nelle consegne” dei vaccini, a causa di lavori nello stabilimento di Puurs, nelle Fiandre, necessari ad aumentare la capacità produttiva. La presidente Ursula von der Leyen “ha contattato il Ceo di Pfizer Albert Bourla immediatamente: sono arrivate subito rassicurazioni che le consegne del primo trimestre arriveranno nel primo trimestre e che nei trimestri successivi la produzione sarebbe aumentata”. “Venerdì scorso – continua il portavoce – ci sono state discussioni con la compagnia e con gli Stati membri, per seguire la situazione: dopo questa discussione Pfizer ha annunciato che ci sarebbe stato un ritardo di una settimana”. “Il che significa – aggiunge – che nella settimana in cui siamo ora ci sono interruzioni nelle consegne, ma poi dalla prossima le consegne dovrebbero procedere secondo i piani. Continuiamo a seguire la situazione con la compagnia , insieme agli Stati membri”. “Le consegne – sottolinea – sono competenza della compagnia e dello Stato membro: la Commissione ha siglato il contratto quadro, ma gli accordi di consegna sono presi tra il Paese e la compagnia, cosa che è assolutamente normale, perché gli Stati membri sono meglio informati sulle rispettive campagne vaccinali”. “La discussione – aggiunge de Keersmaecker – avviene nel comitato direttivo e, per quanto ci riguarda, è importante che continuiamo ad assicurare la consegna puntuale di quello che è stato concordato”. Quanto all’intenzione delle autorità italiane di portare Pfizer in Tribunale, “non sta a noi – osserva il portavoce capo Eric Mamer – tentare di indovinare quali sono le intenzioni del governo italiano. Ogni Stato reagisce come crede opportuno. Il nostro obiettivo è aumentare rapidamente la consegna dei vaccini, che è quello che tentiamo di fare con Pfizer e Biontech”. 
Gli accordi tra l’Ue e le case farmaceutiche, osserva poi de Keersmaecker, sono basati non sul numero di fiale, ma su quello delle dosi. Ora, le fiale del vaccino di Pfizer-BionTech, come si era già verificato negli Usa, contengono sei, persino sette dosi ciascuna, se prelevate con siringhe di precisione, invece delle cinque inizialmente previste. Non è un dettaglio da poco, perché aumentano le dosi a disposizione, a patto che si disponga delle siringhe appropriate. “Nei contratti – afferma ancora de Keersmaecker – ci siamo accordati per la consegna di un certo numero di dosi in un certo periodo di tempo, in tutti i contratti e anche nel contratto con Pfizer e Biontech”. “Il fatto che sei dosi possono essere estratte” dalle fiale, invece di cinque, “usando naturalmente le siringhe appropriate, è un fatto benvenuto, che aumenta le dosi a disposizione”, sottolinea. “Per quanto riguarda il rispetto dei contratti – dice poi – è essenziale che ne discutiamo tra Commissione e Stati membri nel comitato direttivo, prima di adottare decisioni sul cambiamento delle consegne. E’ importante – rimarca – che l’accordo venga rispettato e seguito alla lettera. Nel frattempo continuiamo a sostenere gli Stati membri, per fare in modo che le consegne continuino come concordato, senza interruzioni”. Il portavoce conferma infine che i contratti siglati tra l’Ue e le case farmaceutiche prevedono sì che la responsabilità giuridica sia in capo al produttore, ma con delle eccezioni. In alcuni casi c’è una manleva, che gli Stati hanno accordato anche perché i vaccini andavano sviluppati in tempi ridotti, per evidenti ragioni di costi-benefici (in genere occorrono dai 10 ai 15 anni, per quelli contro la Covid-19 si è fatto tutto in meno di un anno). “Il principio principale – conferma De Keersmaecker – è che i produttori dei vaccini sono responsabili. In certi casi gli Stati membri potrebbero indennizzare le società”. In ogni caso, “i diritti dei cittadini sono protetti, perché la compensazione” dei danni derivanti da eventuali effetti collaterali è prevista, o da parte della compagnia oppure da parte dello Stato. Il nodo della ‘liability’, la responsabilità giuridica, è stato il principale ostacolo nei negoziati tra la Commissione Europea e Pfizer-BionTech, dato che la multinazionale Usa rifiutava di assumersi la responsabilità anche in caso di errore nello sviluppo del vaccino. Per questo il contratto con Pfizer e Biontech è stato siglato dalla Ue tardi, solo l’11 novembre, molto dopo quelli con AstraZeneca e Sanofi-Gsk. 

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