Data ultima modifica: 10 Marzo 2021

Il vaccino russo Sputnik 5 prodotto anche in Italia? “Mi aspettavo le polemiche, ma io non sono un emissario russo, l’Italia ha bisogno di vaccini e io ho fatto quello che dovevo”. Vincenzo Trani, presidente della Camera di commercio italo-russa, difende il ruolo di mediazione avuto tra il Fondo di investimenti russo (Rdif) e l’azienda Adienne, che hanno annunciato un accordo per la produzione del vaccino Sputnik in Italia nei prossimi mesi.  “Devo dire che mi aspettavo le polemiche perché questo è un tema caldo”, ammette Trani, parlando con l’Adnkronos, dopo che anche Bruxelles è intervenuta, ribadendo che il vaccino russo non rientra nella strategia vaccinale dell’Ue ed il governo italiano ha accolto con freddezza l’accordo. “Ma più che fare polemica politica – sottolinea il presidente della Camera di commercio italo-russa – bisognerebbe concentrarsi su quella che è l’esigenza dell’Italia in questo momento, ed è di avere una certa quantità di vaccini. Mi pare che il governo si stia muovendo in questa direzione, io mi auguro che lo Sputnik non serva, ma ho dei dubbi”.  Trani, che conferma di “non aver avuto alcun contatto né prima né dopo l’accordo con il governo e la Regione Lombardia”, non si stupisce neanche delle insinuazioni secondo cui avrebbe agito come ’emissario’ dei russi: “E’ normale che mi si possa dare dell’emissario, anche se la Camera di commercio ha sede a Milano ed è un ente privato italiano. Io comunque non mi sono pentito di aver mediato questo accordo, perché il mio compito è di mettere al tavolo imprese italiane e russe per promuovere il business. Piuttosto mi sarei pentito se non l’avessi fatto”.  Ma non è solo una questione di business. “Il nostro ruolo – rivendica – è quello di sviluppare i rapporti tra Roma e Mosca anche dal punto di vista umano, culturale e scientifica. Al di là di tutte le polemiche, io credo che sia una cosa positiva che un’azienda italiana abbia avuto un contratto per produrre un vaccino contro il covid, è positiva per l’azienda e per l’Italia. Se ci fossero già stati tutti i vaccini di cui c’è bisogno, non ci sarebbe stato bisogno di un altro”. 

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