Data ultima modifica: 8 Febbraio 2021

Sono stati trovati i corpi dei due scialpinisti che risultavano dispersi sulle montagne del Sestriere, in alta Valsusa. Uno di loro a quanto si apprende è l’alpinista Carlo ‘Cala’ Cimenti, morto all’età di 45 anni. A dare l’allarme per il mancato rientro di due erano stati i carabinieri di Sestriere che avevano allertato il soccorso alpino piemontese. I due sarebbero stati travolti da una valanga che si è distaccata nella zona della Cima del Bosco e del Col Chalvet, al confine tra i comuni di Cesana e Sauze di Cesana. “Una notizia tristissima. Cala Cimenti era un amico di tanti di noi. Aveva partecipato più di una volta al Cuneo Montagna Festival”. Così in una nota Uncem commenta la scomparsa del noto scialpinista e del compagno. “Due persone che avevano stima e affetto tra i colleghi, tra tutti noi. Ci mancheranno. Il loro esempio e il loro amore per le montagna non muoiono”, conclude Uncem. La seconda vittima della valanga di grosse dimensioni staccatasi dalle pendici della cosiddetta ‘Cima Bosco’ a quota 2000 metri in Valle Argentera è Patrick Negro, 49enne residente a Pragelato, nel torinese. Carlo ‘Cala’ Cimenti avrebbe compiuto 46 anni fra una settimana, il 14 febbraio. I corpi dei due scialpinisti, localizzati grazie al segnale dell’Artva (Apparecchio per la Ricerca del Travolto da Valanga) che indossavano, sono stati individuati dai tecnici del soccorso alpino piemontese e della Guardia di Finanza sotto oltre 2 metri di neve, alla base di una valanga che è scesa a valle per circa 200 metri lungo un canale.  Dopo un impegnativo lavoro di scavo, le salme sono state disseppellite e caricate sul toboga per il trasporto a valle a cui ha partecipato una squadra di tecnici sopraggiunti a piedi con gli sci e le pelli di foca. Cala Cimenti, residente nel torinese, a Villarbasse, nel 2019 aveva raggiunto la cima del Nanga Parbat, in Pakistan. 

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