Data ultima modifica: 6 Luglio 2021

Variante Delta del covid, possibile prevalenza in Lombardia fra 2-4 settimane. A dirlo è l’assessore al Welfare della Regione, Letizia Moratti, rispondendo a una mozione presentata in consiglio regionale e ribadendo che al momento la variante prevalente in Regione Lombardia è la variante Alfa o inglese “Visto il suo grado di contagiosità, è prevedibile che la variante Delta possa diventare a breve, in due-quattro settimane, la variante prevalente”, ha spiegato, aggiungendo: “Rispetto al grado di protezione della vaccinazione, è dato assodato che nei confronti della variante Alfa anche la singola dose vaccinale di qualsiasi vaccino – i vaccini a mRNA conferiscono un grado di protezione maggiore rispetto ai vaccini a vettore virale – sia in grado di conferire protezione nei confronti della malattia grave”. La variante Gamma (brasiliana) e le altre varianti “sono stabili nel tempo. Non vi sono al momento cambiamenti epidemiologici significativi”. La variante Delta, ha sottolineato, “si sta diffondendo, come ampiamente previsto e atteso, in tutta la Nazione”. Ma “si deve sottolineare che in questo momento, la popolazione over 75 anni e le popolazioni fragili o a rischio di malattia grave non sono interessate dall’incremento della diffusione della variante Delta”. Un secondo elemento da mettere in rilievo, secondo Moratti, “è quello dell’andamento delle ospedalizzazioni e soprattutto dall’andamento in generale delle nuove infezioni”. L’attuale estrema riduzione della circolazione del virus “rende infatti i dati percentuali riguardanti la circolazione della variante Delta interpretabili in maniera più corretta”.  Un terzo elemento “che avrebbe meritato di essere sottolineato per smentire inutili allarmismi riguarda il fatto che la doppia dose è fortemente protettiva anche per la variante Delta, e che più del 85% dei pazienti fragili in Regione Lombardia ha già ricevuto la seconda dose. Dai dati ad oggi acclarati, emerge che la variante Delta ha una parziale capacità di immune escape soprattutto nei vaccinati in modo non completo (una sola dose), mentre i soggetti completamente vaccinati hanno una buona protezione, indipendentemente dal tipo di vaccino, omologo o eterologo”. 

[Voti: 0    Media Voto: 0/5]