Data ultima modifica: 2 Gennaio 2022

Contro la variante Omicron e contro un “virus meno pericoloso” serve un nuovo approccio, con “misure utili e sostenibili”. Sono alcuni passaggi del ‘vademecum’ che il professor Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory University di Atlanta, affida ad una serie di tweet dedicati al tema covid in Italia oggi. “Il fatto che Omicron sia più trasmissibile ma meno letale – un fatto ormai definito – deve farci rimodulare il nostro approccio public health alla pandemia verso misure utili e sostenibili (vaccini ed antivirali) e lontano da misure poco utili ed insostenibili (chiusure)”, dice Silvestri. “I lockdown hanno avuto una giustificazione nel 2020 di fronte ad un virus nuovo, pericoloso, e con la popolazione priva di immunità, naturale o da vaccini. Il grande game changer della pandemia sono stati i vaccini, che hanno ridotto il rischio di malattia grave del ~90%. Nel 2022 siamo di fronte ad un virus meno pericoloso (Omicron) che si diffonde in una popolazione vaccinata e/o altrimenti immune. In questo contesto trovo sbagliata l’idea di ripetere lockdown già largamente inutili verso le prime varianti che erano molto meno trasmissibili”, osserva ancora il virologo. “Dovessimo implementare lockdown ‘duri’ nel 2022 otterremmo non solo risultati insignificanti, ma continueremo a causare danni socio-economici ingenti, soprattutto verso i più poveri (locali e globali), ed avremo regalato un’arma propagandistica favolosa alla galassia no-vaxx”, afferma Silvestri. L’esperto evidenzia che “sarà fondamentale evitare misure di ‘separazione fisica forzata’ a carico di bambini e giovani (i.e, chiusura scuole/università). E qui sono allibito di quanto poco si parli di “worst case scenario” per la devastante mental health crisis che vedono da mesi i nostri pediatri”, dice introducendo il tema dell’impatto della pandemia sulla salute mentale dei più giovani. “Trovo scientificamente assurdo, socialmente miope, ed eticamente irresponsabile il fatto che questa crisi sia ignorata o quasi, solo perché i suoi danni – a differenza di quelli del virus – sono poco sfruttabili dal punto di vista mediatico e poco temibili da quello politico. Per questo un grande augurio per il 2022 è che si smetta – soprattutto da parte degli esperti esposti mediaticamente – di parlare di ‘danni da covid’ fuori da ogni altra considerazione socio-sanitaria, come se la pandemia fosse l’unico problema (spoiler alert: non lo è)”, afferma. “Se invece riusciremo a parlare di covid (e di come batterlo) con una visione a 360º, il 2022 sarà l’anno del boom dell’approccio scientifico: vaccini per tutti (i.e., terze dosi e bambini), ed uso massiccio di antivirali (Paxlovid etc) nei soggetti a rischio di covid severo”, prosegue. “In questo senso, e sperando di essere ascoltato, nella mia terra lontana, da “chi conta” (alcuni lo fanno, e questo mi dà orgoglio ma soprattutto tanta responsabilità) auguro agli Italiani un 2022 pieno di scienza e di tanta “vita normale”, soprattutto per i nostri ragazzi”, conclude.
 

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