Data ultima modifica: 10 Settembre 2020

“Vorrei partire dal riflettere su un interrogativo: ha un senso definirsi democratici? Io ho sempre teso a dimostrare che il Pd non era ciò che restava caduto tutto il resto, ma il punto di approdo di un lungo cammino. E questo punto di arrivo era una sintesi del tutto nuova e originale che nel momento in cui si manifestava, tendeva a mutare il panorama politico”. Lo dice Walter Veltroni in un intervento alla Festa nazionale de l’Unità a Modena dal titolo ‘Il pensiero democratico, il riformismo, il consenso’.  Una sintesi tra chi stava da due parti diverse ai tempi del Muro ma che aveva già trovato due momenti di unità: nella Resistenza e nella Costituzione. “Io penso alla grandezza e la meraviglia del dibattito sulla Costituzione, condotto da persone che avevano appartenenze diverse, che pure furono talmente libere” nella ricerca “di un nobile compromesso”, quello “è stato forse il momento più alto della vita politica italiana”.  “Oggi invece -osserva Veltroni- il modo a cui si guarda la Costituzione è diverso, lo sguardo di allora era puntato sull’interesse generale. La Costituzione si riforma nel momento in cui si fa un disegno che ottiene il massimo consenso possibile. Invece noi oggi siamo abituati a fare il contrario, le regole” si fanno a colpi di maggioranza e “poi si fanno i governi con quelli che stavano dalla parte opposta”. “Con la caduta del Muro, le regioni per stare insieme diventano incomparabilmente superiori a quelle che nel passato ci tenevano divisi” aggiunge Veltroni e indicando il simbolo del Pd osserva: “Quel simbolo che voi vedete è un simbolo che ha un significato: il verde dell’ambientalismo, il bianco del solidarismo cattolico, il rosso del socialismo e c’è un ulivo che fu il primo passagio che noi facemmo e che ci consentì di dimostrare che potevamo governare insieme”.  “Il Pd non naviga in una specie di bolla d’aria, io credo di conoscere le fondamenta del Pd. Il Pd non apparteneva all’indistinto, ma era la formula attraverso cui la sinistra poteva affermarsi”. Il contrario di chi dice non esiste più destra e sinistra. “Provate a dire a un nero americano che Obama e Trump sono la stessa cosa… Sono argomenti tesi a diffondere qualunquismo, un volgare e generico spirito dell’antipolitica. Questa idea che sono tutti uguali, che tutto fa schifo rischia di essere un’idea che alimenta il discorso pubblico di elementi che non aiutano le forze democratico”.  “Un partito deve avere una sua identità. Deve essere un albero con le sue radici e con fronde larghe. Ma questo non si può fare senza radici, senza avere l’ambizione di essere portatori di un grumo di valori, di una visione generale della società nel tempo in cui ci capita di vivere. Questa è sempre stata la funzione della sinistra, è un punto di vista certo ma se tu ti sposti in una condizione di mezzo questo diventa trasformismo, si diventa sensibili ai venti che spirano e invece devono vedersi chiaramente le differenze”. Aggiunge Veltroni: “Quando sento dire: ‘In Italia non è mai cambiato niente’. Mi viene da reagire per rispetto di tutti quelli che hanno lavorato per cambiare questo Paese. Non ho nostalgia per il passato. Ma per correre bisogna essere qualcuno, non nessuno, e saper prendere quel grumo di valori e tradurlo nel tempo attuale”.   

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