Data ultima modifica: 23 Settembre 2021

“Una buffonata”. Così Andrea Crisanti liquida l’ordine del giorno approvato alla Camera sulla partecipazione in televisione o in radio degli esperti in materia sanitaria solo se autorizzati. “Quest’idea è venuta in Corea del Nord. Forse non sa che non si possono fare leggi ad personam o per categorie. Voglio essere chiaro: è una buffonata”, ha detto il professore di Microbiologia e Microbiologia Clinica all’Università di Padova, ai microfoni di ‘Un giorno da pecora’ su RadioUno. “Evidentemente – ha aggiunto – c’è una domanda di informazione gigantesca da parte delle persone. I media intercettano questa domanda e la risposta viene da persone che sono in grado di dire qualcosa. Questa proposta è un affronto nei confronti dei cittadini”. Nel quadro dell’epidemia, “il rischio più grosso che corriamo è legato alla durata del vaccino: circa 6 mesi dopo la seconda dose. Siamo costretti a rincorrere il virus e a iniziare la terza dose. Abbiamo persone che ancora devono ricevere la prima dose, c’è chi deve avere la seconda e chi deve fare la terza. Dovremmo fare tutti la terza dose a 6 mesi dalla seconda? Per avere un livello di protezione che blocca la trasmissione, sì”, dice Crisanti. Chi è stato vaccinato a gennaio “ha un livello di protezione più basso. Se guardiamo i dati da Israele, dopo 6 mesi il livello di protezione contro l’infezione si abbassa al 30-40%. Io ho fatto la seconda dose a febbraio, teoricamente se incontrassi una persona infetta potrei infettarmi ma ho ancora una protezione buona contro il rischio di malattia grave. I dati di Israele evidenziano che la terza dose protegge contro la variante Delta. Speriamo che dopo la terza dose la protezione duri più di 6 mesi”. 

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