Data ultima modifica: 19 Agosto 2020

di Elvira Terranova  I resti presumibilmente del piccolo Gioele sono stati ritrovati nelle campagne di Caronia. Il tronco a circa 400 metri dal traliccio, dove è stato trovato il corpo della madre Viviana Parisi, e la testa molto distante, sarebbero stati trascinati lì “da maiali o da cani”. E’ quanto spiegano all’Adnkronos fonti investigative che sono sul luogo del ritrovamento. La testa di un bambino, in avanzato stato di decomposizione, a quanto apprende l’Adnkronos, sarebbe stata trovata a monte del luogo, dove è stato individuato il tronco e una parte di femore compatibile con un bimbo di 4 anni. “Per noi è Gioele troppe coincidenze” dicono gli investigatori che precisano come per l’identificazione serva comunque l’esame del Dna. Insieme con la testa, sarebbero stati trovati anche alcuni indumenti. Da oltre tre ore il procuratore capo Angelo Vittorio Cavallo e il medico legale Elvira Spagnolo sono sul posto per repertare i resti trovati. Sul posto anche i nonni Paterni del piccolo Gioele, Letterio Mondello e la moglie. Daniele, il papà di Gioele, invece, dopo aver parlato con i poliziotti, ha preferito non raggiungere il luogo. Pochi istanti fa è arrivato il carro funebre con a bordo la bara per ricomporre i resti del piccolo Gioele. Quattro uomini della polizia scientifica hanno portato la bara nel luogo del ritrovamento.  “Con ogni probabilità il corpo del bambino è stato trascinato qui solo di recente” hanno detto fonti investigative all’Adnkronos, chiarendo: “Altrimenti non si spiegherebbe perché il suo corpo sia stato trovato smembrato: in una zona la testa e gli indumenti, in un’altra zona il tronco senza arti”. A questo punto, l’ipotesi più accreditata per gli inquirenti è quella che il bambino sia stato trascinato, non si sa se vivo o morto, sino al luogo in cui è stato trovato con un falcetto da un carabiniere in congedo, il 55enne Giuseppe Di Bello, originario di Capo d’Orlando che ha preso parte alle ricerche come volontario. “E’ stato un dono di Dio” ha risposto Di Bello a chi gli chiedeva come abbia fatto a scoprire il corpo che da giorni si stava cercando. “L’ho trovato dove gli altri non lo hanno cercato”, ha aggiunto, spiegando di aver fatto il ritrovamento alle 10.28 e che il corpicino era “straziato dagli animali selvatici”. “Le zone vanno esaminate a vari livelli, ci sono livelli in cui si cerca una persona viva”, altri “in cui si cerca qualcosa di più con un’altra intensità” ha detto il vicecomandante del comando provinciale dei vigili del fuoco di Messina, l’ingegnere Ambrogio Ponterio. “Poi ci sono livelli in cui si cercano parti introvabili e si va con un’altra intensità di ricerca che comunque è stata fatta”. E’ “arrivata questa persona, che è un conoscitore dei luoghi, con strumenti atti a farsi spazio tra la vegetazione, un falcetto che gli consentiva di passare dove passano gli animali”. A chi fa notare che sono stati usati dei droni senza trovare il corpo, risponde: “Mi perdoni, i droni dall’alto con questa fitta vegetazione riescono a vedere anche a terra? Non ci riescono”. “E’ stato straziante vedere quel tronco di bambino senza arti, con un pezzetto di femore e null’altro” racconta, infine, all’Adnkronos uno dei soccorritori. “C’era anche un ciuffo di peli, non si sa del bimbo o di un animale accanto ai resti”.     

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