Data ultima modifica: 19 Agosto 2020

 È “quasi certamente” del piccolo Gioele il corpo ritrovato poco fa nelle sterpaglie. Si tratta dei resti di un bimbo, scoperti poco fa da un carabiniere in congedo a poche centinaia di metri dalla base del traliccio, dove stata ritrovata morta l’8 agosto scorso la madre Viviana Parisi nelle campagne di Caronia nel messinese. Secondo gli investigatori sono “di Gioele ma per la certezza si aspetta il riconoscimento”. “Il tronco ritrovato dista circa 400-500 metri in linea d’aria dalla zona in cui stata trovata la donna” spiegano gli investigatori.A quanto apprende l’Adnkronos, sarebbero stati trovati solo il tronco senza testa e una parte di femore compatibile con un bambino di 4 anni. L’ipotesi che non escludono gli investigatori è che il corpicino martoriato possa essere stato trascinato da animali, tanto che, ragionano, per determinare con certezza l’identità della piccola vittima “serve l’esame del Dna”. Il cadavere sarebbe “totalmente irriconoscibile”. Sul posto il procuratore di Patti Angelo Vittorio Cavallo, la polizia scientifica, i vigili del fuoco del Sapr e il geologo forense incaricato dalla procura. C’è anche il medico legale Elvira Spagnolo che ha eseguito l’autopsia sulla madre. Con il nonno Letterio, la zia Mariella Mondello e il fratello, Daniele, il papà di Gioele, che non parla. E’ chiuso in auto in silenzio.  Il pm: “Viviana fragile e impaurita” L’Esercito Italiano era in campo da stamattina per cercare Gioele. Con l’esercito c’era anche un gruppo di volontari, circa trecento. Tra i tanti c’era anche un turista che arriva da Torino. “Ero in vacanza in zona – ha spiegato – e ho letto l’appello del padre di Gioele. Così ho deciso di venire anche io. Questa storia mi ha molto colpito”. Nelle campagne ci sono persone provenienti da tutta la Sicilia. “Veniamo da Agrigento – dice Salvo, un cacciatore – e siamo venuti per cercare il piccolo”. “Sono qui dalle 6.30 perché questa scomparsa del bambino mi angoscia dal primo giorno. Voglio partecipare anche io alle ricerche, come chiesto ieri dal padre del bambino”, ha detto Antonia, una casalinga di 39 anni di Acquedolci (Messina), giunta all’alba al distributore di benzina Ip, che era stato scelto come quartier generale per le ricerche del bimbo.  

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