Data ultima modifica: 17 Giugno 2020

“Finché non ci sarà una data per le elezioni dico di no all’apertura delle scuole il 14 settembre”. Lo ha sottolineato il presidente del Veneto Luca Zaia oggi nel punto stampa. “Come fa il ministro Azzolina – chiede il governatore veneto – a programmare la preapertura il 14 settembre senza sapere quando si andrà a votare? La data giusta sarebbe stata quella del voto il 6 settembre, ma non hanno voluto”, ha spiegato. “Non sappiamo se andremo a votare – ha continuato -, forse aspetteranno la mia dissoluzione naturale e poi convocheranno le urne…Siamo a rischio, se in autunno torna il coronavirus come faremo col piano sanità pubblica, sono 7 regioni che vanno al voto”. In ogni caso, il presidente del Veneto ha ammesso che: “Se si vota il 20/21 settembre non c’è alternativa all’apertura delle scuole il 14 settembre e poi interrompere le lezioni per le votazioni, a meno che non scelga l’opzione di organizzare alternative per i seggi, in altri luoghi come le palestre, e che io sostengo”. Zaia ha quindi spiegato che oggi si riunirà una commissione della Conferenza delle Regioni proprio per discutere l’avvio dell’anno scolastico il 14 settembre. In ogni caso, ha poi sottolineato il governatore, dal prossimo settembre, prima di entrare a scuola, i ragazzi dovranno superare il varco all’ingresso e sottoporsi alla misurazione della temperatura e indossare la mascherina, che andrà utilizzata fino all’arrivo al proprio banco e durante tutti gli spostamenti dal proprio posto. Mentre, durante le lezioni lo studente potrà abbassarla. Ogni banco poi dovrà avere intorno a sé uno spazio di due metri quadrati, così come la distanza dall’insegnante dovrà essere di due metri. E per evitare assembramenti negli spazi comuni durante la ricreazione è prevista anche l’opzione di doverla fare in classe, almeno durante la stagione invernale. Queste le linee guida per la scuola annunciate oggi dal presidente del Veneto “e condivise dagli altri presidenti di Regione: ora siamo in attesa che vengano avallate dal governo”, ha sottolineato. “Parlare oggi di alleanze per le regionali? Mi sembra – ha detto tornando sul tema delle elezioni – un po’ prematuro, visto che non si sa ancora quando si andrà a votare, In ogni caso, chi non è per l’autonomia e non rispetta il volere dei veneti, che hanno votato per l’autonomia, non farà un metro al mio fianco”. A chi gli chiedeva se si riferisse a FdI, Zaia ha risposto: “Non mi riferisco a nessuno in particolare, ma ‘patti chiari, amicizia lunga’, ha ammonito. “Io ho scritto il ‘contratto per l’autonomia’ che vale per tutte le Regioni, perché l’autonomia è nella Costituzione. Il documento non è una provocazione, è un fatto di buon senso ed è firmabile da chiunque: di destra, sinistra, e centro”. “E ricordo che dal referendum per l’autonomia votato dai veneti sono passati quasi mille giorni e non è ancora stata attuata, nonostante l’impegno del premier Conte del dicembre 2018”.  

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