Data ultima modifica: 25 Luglio 2020

“In questi casi, l’evoluzione clinica procede in un modo che definiamo ondulatorio, con riprese che vanno oltre le più ottimistiche aspettative e peggioramenti improvvisi che possono lasciare sconcertati” e allora, “non bisogna esagerare con l’ottimismo ma allo stesso tempo neppure cadere nel peggior pessimismo se Alex ha avuto un aggravamento ed è tornato in terapia intensiva. Passaggi del genere potrebbero accadere ancora per un anno, la letteratura scientifica ce lo insegna”. A dirlo in un colloquio con il Corriere della Sera è Robusto Biagioni, il medico di emergenza e responsabile del 118 della zona di Grosseto che ha prestato soccorso ad Alex Zanardi dopo l’incidente arrivando con l’elisoccorso.  “I pazienti che hanno subito traumi simili a quello di Alex possono affrontare delle fasi di peggioramento – continua Biagioni – ma anche avere degli straordinari e repentini miglioramenti, perfino quando sembra che le condizioni respiratorie siano pregiudicate”. Insomma, “tutto può accadere e non bisogna mai arrendersi”. Secondo il medico toscano la situazione dell’ex pilota di Formula 1 va divisa in due parti. “Quella neurologica può essere valutata solo più avanti – spiega – Quella degli organi vitali invece può avere continue oscillazioni. C’è un’evoluzione costante dei parametri”.  “Non è possibile fare un bilancio delle funzioni vitali in una fase così delicata. L’immobilizzazione stessa – spiega – è un fattore di rischio anche per un soggetto sano, figuriamoci per chi ha subito tre interventi chirurgici come Zanardi. Ogni paziente risponde in modo soggettivo”. 

[Voti: 0    Media Voto: 0/5]