Data ultima modifica: 24 Giugno 2020

La Procura di Siena ha interrogato come testimone Alessandro Maestrini, il videomaker di Perugia che ha filmato la sequenza dell’incidente di Alex Zanardi venerdì 19 giugno lungo la strada provinciale 146 di Pienza (Siena). Il procuratore capo Salvatore Vitello e il sostituto Serena Menicucci hanno sentito il cameraman nel pomeriggio di oggi come persona informata dei fatti.   Zanardi, “quadro neurologico resta grave”   Zanardi, “continua sedazione, cervello deve riposare”  Il video venne prelevato e sequestrato dai carabinieri subito sul posto dell’incidente ed è stato acquisito agli atti di indagini. Le immagini del filmato mostrano che Alex Zanardi controllava la handbike tenendo le mani sui manubri. Maestrini ha confermato a voce anche al magistrato che Zanardi non aveva in mano il suo telefono cellulare al momento dell’impatto con il camion. A giorni la Procura affiderà la perizia sulla handbike H5 di Zanardi per chiarire la causa della perdita di controllo del mezzo in curva da parte dell’ex pilota di Formula 1, appena prima di schiantarsi contro il tir che sopraggiungeva in direzione opposta. Il consulente tecnico dovrà verificare il possibile cedimento di una ruota, circostanza riferita da alcuni testimoni. Il perito dovrà anche accertare la compatibilità della bici del campione paralimpico con le norme del codice della strada, un dettaglio che, comunque, sarebbe già stato confermato dallo staff del progetto Obiettivo 3, che ha organizzato la staffetta Obiettivo Tricolore durante la quale è rimasto gravemente ferito il campione paralimpico.  Per cercare di accertare a quale velocità andasse Zanardi al momento dell’incidente, è stato sequestrato il ciclocomputer, montato sulla bici di Marcello Bartolozzi, il ciclista di Sinalunga, testimone oculare dell’incidente, che seguiva a ruota il campione bolognese. Bartolozzi è stato sentito lungamente dai magistrati lunedì scorso: è stato lui il primo a soccorrere Zanardi.  L’attenzione della Procura resta peraltro concentrata sul problema della circolazione stradale e della relativa sicurezza, che ha portato finora a sentire come persone informate sui fatti circa otto vigili urbani dei comuni di Sinalunga. Montepulciano, Torrita di Siena e Pienza, che hanno partecipato alla “scorta di cortesia” – in mancanza di richieste di autorizzazione ufficiali – dalle polizie municipali dei comuni interessati dal passaggio della staffetta. Il procuratore Vitello e il pm Menicucci, titolare del fascicolo, procedono per lesioni colpose gravissime e sono intenzionati ad arrivare in tempi rapidi alla valutazione della “sussistenza di posizioni di garanzia”, ovvero vogliono accertare quali tra le autorità pubbliche avevano eventualmente l’obbligo di garantire la sicurezza e adottare con precise disposizioni le misure necessarie per salvaguardare l’incolumità dei ciclisti. Il passo successivo potrebbe essere le iscrizioni sul registro degli indagati, dove al momento – come atto dovuto – si trova solo il nome del conducente del tir, il 44enne autotrasportatore Marco Ciacci di Castelnuovo Berardenga (Si). Gli investigatori ipotizzerebbero una sottovalutazione dell’evento, pubblicizzato su internet e sui social e con la partecipazione di un personaggio popolare.  Nei prossimi giorni sono previsti altri interrogatori da parte dei magistrati e del maggiore Roberto Vergato, comandante della compagnia dei carabinieri di Montepulciano, che conduce le indagini. Saranno sentiti alcuni testimoni per chiarire eventuali dettagli. La Procura intende ascoltare anche la moglie di Alex Zanardi, Daniela Manni, che faceva parte della comitiva della staffetta il giorno in cui si è verificato l’incidente. Secondo quanto si è appreso, non c’è ancora una data fissata. 

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