Data ultima modifica: 20 Giugno 2020

“Il presidente del Consiglio, a mio parere, ha tenuto saldamente il timone. Spesso mi è sembrato solo. Il mio auspicio è che inizi una stagione in cui componenti dell’equipaggio vengano scelti su base qualitativa. Altrimenti è naufragio certo”. Lo afferma Alberto Zangrillo, primario dell’ospedale San Raffaele di Milano, in un’intervista a Il Giornale. Con Silvio Berlusconi, di cui Zangrillo è medico di fiducia, “abbiamo condiviso, con onestà intellettuale, che sul piano delle disposizioni utili alla tutela in fase di lockdown il governo non poteva comportarsi diversamente”, spiega. L’Italia, continua, “ha giocato un ruolo scomodo di apripista nella battaglia contro un nemico non conosciuto. All’inizio ho preso atto delle decisioni governative, col tempo le ho apprezzate e devo affermare che le misure di tre mesi fa si sono rivelate corrette”.  “Senza la sanità privata per cui lavoro da più di trent’anni – continua il primario – non ce l’avremmo fatta. Il nostro ruolo nella clinica e nella ricerca è vitale per il Paese”. “Il codice etico e deontologico che quotidianamente rispettiamo è l’unico elemento pubblico del testamento del professor Giuseppe Rotelli”, aggiunge. Per Zangrillo “la sanità pubblica soffre come quella privata: quest’ultima è minata dal pregiudizio. Ciò nonostante abbiamo un servizio sanitario che ci viene invidiato da tutto il mondo. Con finanziamenti adeguati e un piano pluriennale strutturato saremo imbattibili”.  

[Voti: 0    Media Voto: 0/5]