Data ultima modifica: 2 Giugno 2020

“Io ho il massimo rispetto del comitato tecnico scientifico, alcune puntualizzazioni personalmente mi sono sembrate indigeste, soprattutto quando sembrava ci fosse una netta divisione tra gli scienziati e coloro che sono dei poveri clinici o dei poveri virologi d’ospedale”. Lo dice a Quarta Repubblica Alberto Zangrillo, primario di anestesia e rianimazione generale dell’ospedale San Raffaele di Milano.  Seconda ondata? “Non sono Nostradamus, non ho la sfera magica. E’ come dire che a Sant’Ambrogio a Milano nevicherà. Noi immaginiamo che la seconda non ci possa essere: sappiamo che i Betacoronavirus che abbiamo conosciuto in precedenza non hanno fatto danni in autunno – spiega Zangrillo – Speriamo che questo Betacoronavirus particolarmente fastidioso si comporti allo stesso modo. Nessuno può dirlo, il virus ci ha già sorpreso una volta, speriamo lo faccia positivamente in autunno”.  In questi mesi, “l’Italia ha dato prova di grande maturità: abbiamo avuto – rivendica – un sistema sanitario nazionale eccellente, l’apice di questa eccellenza l’abbiamo toccata in Lombardia”. E ancora: “Sono contento che dopo ci sia Sileri, con lui abbiamo avuto una grande identità di vedute”. Quelle che ha fatto, sul virus clinicamente sparito, “sono affermazioni che sottoscrivo e ho il dovere di farlo”.  “Io ho semplicemente detto la verità – ribadisce – ho detto quello che tutti i rianimatori e tutti i clinici di Italia osservano e cioè che l’evidenza clinica, la malattia provocata dal virus, è inesistente. Questa cosa ha fatto scalpore, a qualcuno probabilmente è dispiaciuto”. Tuttavia, precisa tornando sulla sua frase, “io non ho detto che il virus è mutato, non è mutato. Non ho detto che si è attutito o è inesistente, ho osservato ciò che accade, poi di chi è merito non lo so”.  Oggi, spiega ancora, “noi vediamo altri numeri, numeri positivi, che ci danno ragione e dicono che stiamo probabilmente vincendo la nostra battaglia. Oggi ho sorriso quando la professoressa Capua nell’interpretare le mie affermazioni ha detto che ‘no, non è il virus ma noi che ci siamo comportati meglio’. Va bene, può darsi che siamo noi che ci siamo comportati meglio. Allora invoco tutti i ragazzi che ci stanno ascoltando: fatelo per me, continuate per un po’ a fare i bravi, a mettere la mascherina, perché se le cose dovessero peggiorare, io vengo fatto fuori, quindi per favore fatelo per me”.  Secondo Zangrillo, “la paura era giustificata e dev’essere giustificata, io ho avuto molta paura. Ora così come siamo stati bravi e veloci ad affrontare la crisi e l’emergenza, secondo me dobbiamo essere capaci di modificare il nostro comportamento mano a mano che il tempo passa. Noi dobbiamo uscirne e se continuiamo a comportarci così siamo sulla buona strada”.    

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