Data ultima modifica: 22 Marzo 2022

(Adnkronos) – Guerra Ucraina-Russia, c’è attesa oggi per il discorso al Parlamento italiano del presidente ucraino Volodymyr Zelensky che si collegherà in video alle 11 con Montecitorio. L’appuntamento è stato preceduto da un acceso dibattito politico con l’annuncio dei parlamentari di Alternativa che non parteciperanno alla seduta comune delle Camere in cui è previsto l’intervento di Zelensky. “Riteniamo infatti si tratti di una forzatura che non cambia di una virgola lo stato delle cose. Si tratta solo e soltanto di un’operazione di marketing che non servirà a far cessare le ostilità e non avrà alcuna utilità per la parte offesa” affermano i parlamentari di Alternativa, per i quali “essere solidali nei confronti di uno stato sovrano che è stato aggredito con un’azione militare da tutti noi già ampiamente condannata non significa dover assecondare una propaganda mirata ad alzare il tiro su richieste incessanti di interventi bellici come la no fly zone o l’invio di truppe che comporterebbero per l’Italia e l’Europa l’ingresso ufficiale in un conflitto mondiale”.  La Lega serra le fila in vista del collegamento da Montecitorio. Nel partito di Salvini la parola d’ordine è di essere presenti. Nelle chat leghiste, a quanto apprende AdnKronos, è arrivato un messaggio chiaro. “Sottolineando l’importanza dell’incontro in videoconferenza con il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, che si terrà il prossimo martedì 22 marzo alle ore 11 sono a richiedervi di informarmi qualora non partecipaste”, si legge. Per poi invitare “solo coloro che non ci saranno” a darne comunicazione.  L’eurodeputata del Pd Alessandra Moretti dice che “è gravissimo e assolutamente non da sottovalutare che nel Parlamento italiano vi siano deputati e senatori filorussi sia nella Lega che nel M5S”. “La guerra sta giungendo a un livello di atrocità mai visto prima, penso sia necessario ed urgente che i vertici grilloleghisti, che appaiono tornati in asse a favore del Cremlino, facciano una chiarezza assoluta”, afferma Moretti. Il leader M5S Giuseppe Conte in un’intervista al Corriere della Sera sottolinea che la posizione dei Cinque stelle “è stata molto chiara: siamo di fronte a un’aggressione militare ingiustificata che merita risoluta condanna e che ci spinge a offrire aiuto di vario tipo alla popolazione ucraina”. “Come Movimento 5 Stelle – va avanti l’ex premier – il nostro obiettivo è far di tutto perché la follia della guerra ceda il passo a un percorso di razionalità e si possa recuperare, attraverso la pressione costante e risoluta della comunità internazionale, la soluzione politica e dei negoziati ponendo fine alla carneficina in atto”. “Il presidente Zelensky sarà ospite del Parlamento, che è la casa della democrazia italiana. Chi non ascolterà, o non prenderà parte, perderà una importante occasione per prendere le distanze da una ingiustificabile strage che non ammette equidistanza tra aggredito e aggressore” dice Piero Fassino, presidente della commissione Esteri della Camera.  “In maniera netta e precisa bisogna stare in Aula. Non per sostenere un partito ma per ascoltare il presidente di uno Stato che è stato invaso e aggredito – sottolinea il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia, intervistato da Radio 105 – Non c’è equidistanza possibile se non cesserà il fuoco e finirà questa tragedia e fino a quando la Russia non riconoscerà di essersi resa responsabile di un’azione contro i diritti dell’uomo e il diritto internazionale”. “In Italia – aggiunge – abbiamo la fortuna di tollerare il dissenso e di confrontarci, a differenza della Russia dove non si può pronunciare la parola guerra. Si può decidere legittimamente di non ascoltare il presidente dell’Ucraina, ma non si invochi una impossibile par condicio. Fortunatamente la stragrande maggioranza dei parlamentari sarà presente perché è dalla parte della civiltà e della vita delle persone”. “Sono molto contento che il Parlamento italiano abbia deciso di far intervenire il presidente ucraino, offrendo una tribuna, come è avvenuto in altri Parlamenti nazionali, per un confronto, anche se a distanza, con chi sta guidando la resistenza del popolo ucraino – dice all’Adnkronos il deputato di Iv e componente della commissione Esteri, Gennaro Migliore – Sarà un’occasione per confermare che da parte dell’Italia ci sono grande apprezzamento, ammirazione e volontà di sostenere, come dimostrato dal voto della Camera che a larghissima maggioranza ha approvato l’invio degli aiuti, la lotta per la libertà e l’indipendenza del popolo Ucraino”. “Il 22 marzo 2022 il Presidente Zelensky sarà audito dal parlamento Italiano riunito in seduta congiunta. Non parteciperò a questa riunione perché gli incontri unilaterali in stile hollywoodiano non aiutano gli accordi di pace – afferma William De Vecchis, senatore di Italexit – Continuerò, in silenzio, ad aiutare i civili Ucraini vittime innocenti delle lobby di potere e a tifare per la pace sperando in governi più seri di quello italiano come mediatori”. 

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