Data ultima modifica: 10 Marzo 2021

L’unica stretta contro il contagio covid che al momento sembra a portata di mano è l’automatismo per far scattare la zona rossa superata l’asticella dei 250 casi di coronavirus ogni centomila abitanti. Per il resto è ancora nebbia sulla nuova stretta anti-Covid che potrebbe essere assunta nel Consiglio dei ministri di venerdì, e non nella riunione in programma domani alle 11, come precisato da Palazzo Chigi. Ma il giro di vite nei weekend, per contrastare la curva alimentata dalle varianti del virus, sembra ormai dietro l’angolo. Allontanato il fantasma di un lockdown totale, che anche il Cts ha escluso, bisogna ora decidere se rendere tutta Italia rossa nei weekend, blindando i fine settimana a partire dalla chiusura di bar e ristoranti. Una possibilità che oggi è stata apertamente osteggiata dal leader della Lega Matteo Salvini, che chiede misure ‘chirurgiche’, ovvero intervenire dove i contagi appaiono pressoché inarrestabili. Intanto il governo attende nuovi dati per capire dove e in che modo si muove la pandemia e come incidono le varianti nella sua corsa. Resta da decidere se impedire gli spostamenti dai Comuni di residenza, oppure consentire alle persone di spostarsi mantenendo il coprifuoco delle 22. Anche sulla data in cui partirà la nuova stretta non ci sono certezze: è nota la volontà del premier Mario Draghi di informare i cittadini con il dovuto anticipo, decidere la nuova stretta venerdì e renderla operativa già l’indomani -nel weekend del 13 e 14 marzo- non consentirebbe di tenere fede all’impegno assunto anche nel corso del discorso di fiducia alle Camere. Domani è in programma un nuovo confronto con le Regioni, anche loro divise sull’opportunità di adottare ulteriori misure restrittive a livello nazionale o solo mirate. Ma convinte trasversalmente della necessità di nuove strette. D’altronde l’emergenza è sotto gli occhi di tutti, la pandemia corre e non sembra voler arrestare la sua corsa. La dice lunga quanto sta accadendo in Piemonte, dove si è decisa la sospensione temporanea dei ricoveri no Covid, escluse le urgenze e i ricoveri oncologici. Il governo sa che la sabbia scorre nella clessidra e accelera sul piano vaccini, che pian piano prende forma. Nel fine settimana timing e contenuti dovrebbero essere illustrati da chi concretamente lo sta definendo, spiegano fonti di Palazzo Chigi: tutti gli indizi portano al commissario dell’emergenza Francesco Figliuolo e al numero uno della Protezione Civile, Fabrizio Curcio. Venerdì il premier visiterà l’hub di Fiumicino, da lì lancerà un nuovo messaggio di speranza al Paese, affidata a una campagna vaccinale a cui l’ex numero uno della Bce confida di mettere le ali. E dopo le cattive notizie degli ultimi giorni e il braccio di ferro con ‘big pharma’, una buona notizia arriva finalmente da Bruxelles, con l’acquisto di 4 milioni di dosi di vaccino aggiuntive. Per l’Italia significa 532mila fiale in più entro fine marzo. Un piccolo passo in avanti in una battaglia durissima. Intanto il bollettino odierno segna 22.409 casi e 332 vittime. 

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